Editoriale
Carrasco alla Roma: sì o no e perché il Ministero dello Sport conta più dell’Al-Shabab
A cura di Cesare Tamborini
Quando siamo ormai entrati nei giorni caldi del mercato invernale, sull’asse Riyadh-Roma si segnala un nome che sta prendendo sempre più piede. Ci riferiamo a Yannick Carrasco, il quale è al centro dei rumors che lo vogliono in partenza dall’Al-Shabab e diretto alla società giallorossa.
Interesse del club capitolino che ieri è stato, per così dire, “ufficializzato” niente meno che dal DS Frederic Massara il quale, intervistato da DAZN prima del match contro il Milan, ha dichiarato: “E’ molto forte, ma a gennaio non è mai facile. Aspettiamo l’ultima settimana per capire se rinforzare un organico che rimane forte”. Al netto del comunque fondamentale aspetto tecnico-tattico, che farebbe del belga l’uomo giusto per il calcio “gasperiniano”, sorge la domanda: Carrasco potrebbe realmente lasciare l’Al-Shabab?

Yannick Carrasco veste la maglia dell’Al-Shabab dal 2024. Nel suo passato ha giocato, tra le altre, per Monaco e Atletico Madrid. Foto: Official X Account of Al Shabab Saudi Club (Worldwide).
Per analizzare la situazione iniziamo da due dati oggettivi, ovvero la durata del contratto e l’ingaggio. L’ex Atletico Madrid è vincolato con l’Al-Shabab fino al 30 giungo 2027 e percepisce circa 13 milioni a stagione. Partendo da questi numeri, ed ovviamente allargandoci anche oltre, vediamo perché il suo approdo alla corte di Gasperini sarebbe possibile o meno.
Si può
Innanzitutto, da quello che filtra, il giocatore sarebbe disposto a tagliarsi l’ingaggio. Disponibilità, questa, di primaria importanza alla luce del fatto che la Roma, come le altre società, d’altronde, deve rispettare i parametri del fair-play finanziario. Oltre a ciò, si vocifera che Carrasco avrebbe già chiesto informazioni sulla sua probabile futura squadra all’ex compagno con i colchoneros Hermoso. Aspetti, questi, ai quali aggiungere il deficitario andamento dell’Al-Shabab che potrebbe, perché no, favorire la partenza di Yannick in direzione Serie A.
La squadra più antica della capitale saudita è infatti protagonista di un 2025/2026 insufficiente. Questo va detto senza attenuanti perché un club, che può contare su di una rosa con Adli, Brownhill, Hernández, Grohne e un allenatore di comprovata esperienza come Alguacil, non può trovarsi invischiata nella zona retrocessione. D’altronde, come abbiamo più volte riportato qua su CS, quanto fa l’Al-Shabab sul campo è il risultato di una querelle societaria che, nei mesi scorsi, aveva toccato il fondo. Tra massimi dirigenti allontanati e stop al mercato per aver tesserato giocatori senza la luce verde del Comitato di Vigilanza Finanziaria la situazione è precipitata.
Difficile a farsi
Solo ultimamente si sta vedendo qualche segnale positivo. È stato nominato un nuovo Presidente del CDA, così come sono arrivati un nuovo Direttore Generale ed il Direttore Responsabile della prima squadra. Ma c’è di più, perché il Ministero dello Sport, proprietario del club, ha immesso nelle casse della società soldi freschi. In tre tranche sono tra arrivati ed in arrivo circa 130 milioni di euro. Denaro che verrà, per forza di cose, investito sul mercato.
Con questo, come si intuisce, siamo passato al “perché no Carrasco alla Roma”. Aggiungiamo, il che non è affatto un dettaglio, che da un punto di vista tecnico la squadra perderebbe tantissimo con il suo addio. Il trentaduenne centrocampista sta infatti facendo una stagione eccellente, fatta di 9 goal tra campionato e King’s Cup; a maggior ragione in una squadra che il 14 gennaio è tornata al successo dopo 4 mesi è facile intuire come il suo apporto sia fondamentale.
Ci sono poi altre questioni da analizzare. La prima, ovvero che l’Al-Shabab, nel caso il giocatore puntasse i piedi per andare via, darebbe sì la luce verde, ma a venderlo e non a cederlo in prestito. La Roma, da quel che filtra, vorrebbe un prestito secco. C’è poi la concorrenza visto e considerato che Carrasco ha diversi estimatori. Uno di tali, oltre alla Juventus, è l’Al-Ittihad che proporrebbe uno scambio con Diaby, giunto nel 2024 al club di Benzema.
Ma c’è di più. Per il nazionale belga, ma questo vale anche per altri nomi di prestigio della SPL, il sistema calcio saudita, visto in generale, preferisce, nei limiti del possibile, che non lascino il campionato. Ed una società come l’Al-Shabab che, volente o non volente, si è rimessa quasi totalmente, anche da un punto di vista strettamente manageriale, nelle mani del Ministero dello Sport c’è da immaginare che di margine di manovra ne abbia poco.
Per concludere: Carrasco andrà o meno alla Roma? Prima c’è da capire se lascerà la squadra saudita e secondo se sarà effettivamente il club dei Friedkin la sua destinazione. Gli elementi, come abbiamo visto, sono diversi, sia pro che contro, tenendo sempre alta l’attenzione sul Ministero. Ricordandoci che il calciomercato ci ha insegnato che può succedere tutto e il contrario di tutto e che il trasferimento di un giocatore necessita di tre firme (cedente, acquirente e calciatore), in questi giorni terremo in primo piano l’asse Riyadh-Roma.
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Foto in apertura: Official X Account of Al Shabab Saudi Club (Worldwide).
