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Editoriale

Lo “sciopero” di CR7 e un Al-Nassr in versione “balena bianca”

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A cura di Cesare Tamborini

Scongiurato il rischio di uno “sciopero” bis poiché ieri CR7 si è allenato e domani sarà sicuramente in campo nel big match contro l’Al-Ittihad, rimangono però degli interrogativi su quanto è successo alla vigilia della partita contro l’Al-Riyadh.

E io non gioco

Come sappiamo, Ronaldo si è rifiutato di scendere in campo, in aperta polemica con il club, ovvero con PIF che ne è proprietario al 75%. Un disaccordo che basava le ragioni su di un quasi totale immobilismo nel mercato invernale dell’Al-Nassr. La protesta del portoghese fondava su un, chiamiamolo così, diverso trattamento riservato dal fondo all’Al-Hilal del quale è altrettanto proprietario. In sostanza CR7 contestava a PIF di avere un occhio di riguardo verso il club attualmente primo in classifica.

Cristiano Ronaldo è tornato ieri era regolarmente in campo per l’allenamento. Foto: Cristiano Ronaldo @Cristiano X account.

Il club di Inzaghi, in questa sessione di mercato ha messo a segno tre colpi: Benzema, Meïté e Bouabré, l’Al-Nassr invece nulla di paragonabile. Non bisogna però dimenticare che l’estate scorsa PIF aveva ampiamente aperto il portafoglio per far arrivare João FélixComan, Iñigo Martínez, e non solo, alla corte di Jorge Jesus. 

Tempi lunghi (per il mercato)

E proprio il mister ex Al-Hilal, una decina di giorni fa, aveva scoperchiato il vaso di Pandora lamentandosi del fatto che l’Al-Nassr, a livello di mercato, ha tempi e modi più lunghi rispetto al club rivale. E forse qui sta uno dei due noccioli della questione. L’Al-Nassr, non dimentichiamolo, ha in Semedo e Coutinho due dirigenti i cui poteri recentemente erano stati congelati, dopo che la FIFA aveva emesso un ban per una questione legata al pagamento di una rata di Laporte.

A ban cancellato, anche Semedo e Coutinho sono tornati in sella, ma questo non è bastato per dare quello slancio che un manager europeo si aspettava. E non è stato sufficiente neanche per CR7 il quale ha deciso quindi di non scendere in campo. Pensare ad un professionista come lui, che giocherebbe anche la partitella del mercoledì per infrangere record su record, il quale incrocia i piedi appare inverosimile. E invece è successo. 

Non siamo amici

L’altro nocciolo della questione è la rivalità, non solo sportiva, che c’è tra le due società di Riyadh. Ed anche in questo caso bisogna passare da Jesus il quale dopo il match perso proprio contro l’Al-Hilal aveva dichiarato “L’Al-Nassr non ha l’influenza politica dell’Al-Hilal”. Parole che gli sono costate una denuncia da parte del suo ex club. I rapporti tra le due società non sono buoni. Quanto sta succedendo con la questione del cambio o meno della regola sugli stranieri U-21 ne è una riprova. Da una parte l’Al-Hilal ne vorrebbe una riforma, dall’altra l’Al-Nassr spinge per il mantenimento della regola attuale. Altro esempio è quando successo dopo il forfait dell’Al-Hilal dalla Supercoppa. Di situazioni ce ne sono state veramente parecchie per far traslare la rivalità dal mero ambito sportivo, a quello più strettamente politico-calcistico.

Jorge Jesus è alla prima stagione all’Al-Nassr. Foto: Official English X account of @AlNassrFC.

Non parteggiando per nessuna delle due parti, possiamo analizzare che forse i tempi sono ormai maturi affinché PIF decida di vendere. Ci riferiamo non solo ad Al-Nassr e Al-Hilal, ma anche ad Al-Ittihad e Al-Ahli. Il gigantesco fondo sovrano saudita appare quasi come la “Balena bianca” di DC memoria.

Venderò

Un gigante onnipresente che però non può, chiariamo non a livello finanziario, seguire i suoi club calcistici come dovrebbe. Le sue società non sono più quelle precedenti al “Ronaldo Effect”; la SPL è ormai una lega che si sta normalizzando diventando, forse più velocemente del previsto, simile ai campionati europei. C’è bisogno di strutture più snelle e più veloci nel prendere le decisioni, soprattutto a livello di mercato. E non è un caso che l’Al-Hilal, detenuto sì da PIF, ma con il Principe Saudita Al-Waleed bin Talal che ha sempre più voce in capitolo appaia oggi come società dalla quale prendere spunto. A maggior ragione lo diventerà quando, sembra presto, il suddetto principe sarà il nuovo proprietario del club. 

Si creeranno così delle disparità di modus operandi tra un club dove c’è un uomo solo al comando e gli altri tre dove al timone c’è un PIF che ha miliardi di altri investimenti da curare. E non è un caso che lo stesso PIF abbia in SURJ una società direttamente deputata ad alcuni investimenti nel campo sportivo, ma non nel calcio.

Comprerò?

Che l’Al-Nassr sia destinato a passare di mano non è un segreto. È pacifico che il futuro dei club sauditi non sarà più sotto l’ombrello di PIF o del Ministero dello Sport che detiene la stragrande maggioranza delle società. Ed infatti le voci di un ingresso di privati del club di CR7 si sprecano ormai da tempo. Addirittura, come vi avevamo riportato, una di essere vorrebbe lo stesso CR7 diventare proprietario del 25% delle quote del club, a fronte del 75 che andrebbe a Qiddiya Company Holding. Lui Ronaldo che già ora, dopo il rinnovo dello scorso anno, ne detiene una piccola parte e che in virtù del diventare secondo azionista farebbe fare uno scatto al mercato del club. E in questo caso vedere un CR7 scioperare contro una società della quale è comproprietario sarebbe realmente impossibile.

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Foto in apertura: Cristiano Ronaldo @Cristiano X account.

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