Editoriale
Il crescente valore del ruolo del Direttore Sportivo in Saudi Pro League
A cura di Cesare Tamborini
Negli ultimi giorni si stanno intensificando i rumors riguardo il nuovo direttore sportivo dell’Al-Hilal. Un ruolo che, di fatto, è vacante in seno al club di Simone Inzaghi e che molto probabilmente verrà presto ricoperto. Nei mesi scorsi si erano fatti i nomi di Michael Edwards del Liverpool, dell’ex Real Sociedad Roberto Olabe, di Paul Mitchell (ex Newcastle) fino ad arrivare a Piero Ausilio. Stando a quanto filtra da Riyadh, il management dell’Al-Hilal avrebbe ora puntato l’attenzione sul DS del Liverpool, lo scozzese Richard Hughes.
Al di là dei nomi, tutti di primo se non di primissimo piano, quello che balza all’occhio è altro. Allo stato attuale una società come l’Al-Hilal non ha un vero e proprio DS. Il club saudita ha sì nel suo organigramma un dirigente di chiara fama internazionale come Esteve Calzada, ma nella posizione di direttore generale.

Piero Ausilio è DS dell’Inter dal 2014. Foto: Screenshot @ausiliopieroofficial-2025-08-10-at-07-48-21-Instagram.
Una situazione che, se vogliamo fare un parallelo con la serie A, ricalca in un certo modo quella della Juventus. Anche il club bianconero ha un direttore generale di peso in Damien Comolli (prossimo a diventare amministratore delegato), ma le manca un vero DS. Non è un caso che anche la Signora sia alla ricerca di tale figura che avrebbe, notizia di questi giorni, individuato nell’ex Genoa Marco Ottolini.
Ci serve un DS
Ma torniamo all’Al-Hilal. Il club saudita, al pari degli altri della SPL, svolge il mercato in maniera differente rispetto a quanto avviene in Europa. Come abbiamo visto a suo tempo, l’iter, dall’individuazione dei giocatori fino alla trattativa vera e propria, avviene con una procedura che in Arabia Saudita definiscono “centralizzata”. Una ragione, questa, per la quale in seno a più di un club della SPL la figura del DS, come lo intendiamo specialmente noi in Italia, fino a non molto tempo fa latitava ancora.
I tempi però stanno cambiano anche nel Regno. Anche lì si sta comprendendo che un direttore sportivo, anche nella sua veste più evoluta per così dire, non può mancare. A maggior ragione se è in atto quella che viene ormai definita come “normalizzazione” della Saudi Pro League. Cioè il condurre, a livello di regolamenti e format, il massimo campionato calcistico saudita più o meno sulla medesima strada delle leghe europee, pur con le debite e legittime differenze.
Noi ci siamo già
Ed è così che, nel volgere di pochi mesi, prima Al-Nassr e poi Al-Ahli abbiamo riempito la casella “Direttore Sportivo”. Nel club di CR7 ha assunto questo delicato ruolo Simão Coutinho, mentre nei campioni d’Asia Rui Pedro Braz dal Benfica. Ma anche l’Al-Ittihad campione d’Arabia in carica ha il suo DS: Ramón Planes. Non che in precedenza mancassero formalmente i DS, ma la sensazione è che da parte dei vari board venga ora data, anche mediaticamente parlando, una maggior importanza a tale ruolo.

Il DS Coutinho nel momento della presentazione di Camara. Foto: Official English X Account of AlNassr Saudi Club.
Un esempio su tutti è la storia di Dougie Freedman. Come vi avevamo riportato qua su CS, l’inglese la scorsa primavera ha lasciato, dopo una ventina d’anni, il Crystal Palace per approdare all’Al-Diraiyh. Club saudita che, al momento della firma con il suo nuovo DS, militava in Second Division League (serie C) ed era già sicuro della promozione in Saudi League 1st Division. Un fatto, questo, davvero sorprendente se si pensa ad una società saudita di terza serie che firma il dirigente di un club di Premier League.
Come non annoverare poi NEOM che in estate ha sfidato in amichevole la Roma e ha nel greco Kyriakos Dourekas, già Director of Football e membro del board del Nottingham Forest dal 2018 al 2024, il proprio uomo mercato. NEOM che, anche grazie al suo DS, è sulla strada per seguire le gesta dell’Al-Qadsiah, al quale viene spesso paragonato. Ed a proposito di Al-Qadsiah, il club di Retegui ha Carlos Antón nella veste di Direttore Tecnico ed un certo Peter Kenyon, già presidente del Manchester United e CEO del Chelsea, come “advisor”.
Nomi che dimostrano come la Saudi Pro League abbia ormai intrapreso il percorso per portare a sé non solo calciatori e allenatori, ma anche dirigenti. Siamo quindi entrati in una fase nella quale aumenteranno sempre più le offerte anche verso DS, e non solo, con esperienza nelle maggiori leghe europee.
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In apertura Richard Hughes, papabile nuovo direttore sportivo dell’Al-Hilal. Foto: fonte web.
