Editoriale
L’importanza di una società forte nel successo dell’Al-Ittihad
A cura di Cesare Tamborini
Quando a luglio dell’anno scorso i profili social dell’Al-Ittihad iniziavano a postare le foto dei primissimi allenamenti agli ordini del neotecnico Laurent Blanc, si cominciava a percepire come l’aria fosse cambiata rispetto all’anno precedente.
Che facce!
Una mutazione netta rispetto a quanto si era vissuto nella stagione passata. Ci ricordiamo tutti le facce (Benzema in primis) scure dei vari giocatori dell’Al-Ittihad, specialmente durante le partite, ma non solo. Un body Language che denotava un clima non certo ideale per portare avanti, con successo, un’annata che invece si rivelò avara. Linguaggio del corpo che invece, con l’arrivo del Mister francese, è, come detto, cambiato.

Un Karim Benzema di buon umore ritratto in un recente allenamento. Foto: Main Arabic Al-Ittihad Club X account.
E qui ritorniamo alle foto di cui parlavamo sopra. Nell’estate passata venivano ritratti i vari Benzema, Bergwijn, Kanté ed altri sorridenti, o comunque di buon umore. È vero che le prime uscite estive sono una sorta di luna di miele dove sembra che tutto vada bene. Ma è anche vero che tale idillio da novelli sposi potrebbe poi evaporare alle prime difficoltà.
Una situazione quindi che può rasentare l’effimero, specialmente visto e considerato che si sta analizzando il mondo del calcio dove regna non il professionismo, ma l’iper-professionismo che si fonda sulla realtà. Ebbene, il clima da, come si dice a Roma, “volemose bene”, in casa Al-Ittihad non è sparito nel volgere di un’estate. Esso è proseguito, senza necessità di creare posticci momenti sdolcinati ad uso e consumo dei tifosi, lungo tutto il 2025/’25.
Arrivano i frutti
Merito, e non possiamo nasconderlo, sono stati i risultati. Si sa che, quando si vince è molto più semplice che, come si usa dire, le “cose vadano bene”. Ma, andando a ritroso, i risultati positivi non vengono da soli. Essi sono frutto di una serie di fattori, i quali determinano che una stagione vada bene. Uno di tali è senza dubbio la società. E l’Al-Ittihad ha avuto in questo 2024/2025 un gruppo, a livello societario, che si è dimostrato forte. Innanzitutto, nella scelta dell’allenatore che è stato immediatamente ben visto dal gruppo.

Laurent Blanc nel mentre dirige un allenamento. Foto: Main Arabic Al-Ittihad Club X account.
Non è un mistero come, quando si abbiamo in rosa autentici totem come l’Al-Ittihad ne ha, sia non necessariamente negativo consultarli nella scelta del nuovo tecnico. E così, ne siamo pressoché sicuri, è stato nel selezionare Blanc. Coach francese che poi ci ha messo ovviamente del suo nell’assemblare una rosa di qualità. Un gruppo al quale in pieno luglio è stato aggiunto un pezzo da novanta. Ci riferiamo a quel Moussa Diaby il quale, con i suoi 60 milioni versati dal club saudita nelle casse dell’Aston Villa, è stato uno degli acquisti più cari dell’intero calciomercato mondiale della scorsa estate.
La perfezione non esiste
Società quindi che ha dimostrato, con i fatti, la forza anche investendo. E tutto questo è andato a rafforzare l’intero ambiente attorno ad una squadra che ha portato a casa il titolo di campione d’Arabia Saudita non senza incontrare alcune piccole difficoltà. Questo è dimostrato dal fatto che, se dovesse vincere le ultime due partite, l’Al-Ittihad salirebbe a 83 punti. Lontano 13 lunghezze quindi da quei 96 punti un anno fa conquistati dall’Al-Hilal dei record. Paragone non per sminuire quanto fatto dall’Al-Ittihad, quanto piuttosto per comprendere come la Saudi Pro League di quest’anno dell’Al-Ittihad sia stata vinta riuscendo anche a superare dei prevedibili momenti così così.
Ci ricordiamo infatti di quando, tra inverno e primavera, Benzema e compagni erano incappati nella perdita di alcuni punti che potevano poi rivelarsi fatali per il successo finale. Ma qui il gruppo è rimasto unito, interamente focalizzato al raggiungimento dell’obiettivo finale chiamato Saudi Pro League.
- Benzema intento a festeggiare. Foto: Main Arabic Al-Ittihad Club X account.
- I giocatori celebrano in campo la vittoria del titolo. Foto: Main Arabic Al-Ittihad Club X account.
Ma, come si sa, l’appetito vien mangiando e dopo i più che legittimi festeggiamenti sarà di nuovo l’ora di ritornare al campo di allenamento per conquistare un altro target: la King’s Cup. Appuntamento quindi al 30 maggio per la finale di una coppa che nel Regno ha un’importanza tutt’altra che secondaria rispetto al campionato. Per averne una prova basti consultare il sito della Federazione Calcio Saudita alla sezione tornei; qui troviamo elencata al primo posto la King’s Cup, davanti al campionato.
In caso di vittoria anche della coppa, l’Al-Ittihad farebbe una doppietta che avrebbe come effetto quello di far apparire così lontani nel tempo, ma così vicini per significato, i sorrisi di quella estate 2024 dove tutto cominciò.
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Foto in apertura: Official X account of the Roshn Saudi League.


