Editoriale
Quale sarà il destino (a breve) di Al-Hilal, Al-Nassr e Al-Ittihad senza PIF
A cura di Cesare Tamborini
In queste settimane nelle quali la SPL è sospesa causa impegni della Nazionale in Arab Cup (di ieri la notizia che si tornerà a giocare il 25 dicembre invece che il weekend precedente), tiene banco il mercato. Ma non l’onnipresente telenovela Salah, piuttosto il cambio di proprietà di alcune società.
E che società si potrebbe dire visto che ci riferiamo a tre delle ormai famose quattro sorelle. Tenendo da parte l’Al-Ahli della quale ce ne occuperemo in chiusura poiché non ci sono rumors particolari, l’attenzione vira sugli altri tre club di proprietà di PIF.
Io compro
Quella che sembra ormai prossima a cambiare proprietà è l’Al-Hilal. La società del nostro Simone Inzaghi sarebbe vicinissima (entro fine mese?) per essere acquistata dal miliardario principe saudita Al-Waleed bin Talal. Settant’anni compiuti a marzo, Al-Waleed bin Talal è membro della famiglia reale saudita, è tra i 50 uomini più ricchi del mondo e ha interessi che spaziano in una moltitudine di settori, tra i quali anche lo sport. Un nuovo proprietario che, se dovesse essere proprio lui, non farebbe sicuramente mancare investimenti ad un Al-Hilal che in questi anni targati PIF non ha lesinato a spese.
Anche CR7?
In odore di passaggio di quote azionarie di maggioranza c’è anche l’Al-Nassr. Non una novità assoluta, come avevamo visto qua su CS, piuttosto la concretizzazione di voci che si susseguono da tempo. La società di CR7 potrebbe presto diventare al 25% di proprietà proprio del fenomeno portoghese. È sì perché da quanto filtra le quote ora in mano a PIF (il 75% del totale) verrebbero acquisite da Qiddiya Company holding, mentre le rimanenti, cioè il 25% ora di Al-Nassr Non-Profit Foundation, andrebbero a Cristiano Ronaldo. Ex Real Madrid che uno zampino, nel senso buono ovviamente, lo sta già mettendo da tempo nella società. L’arrivo del nuovo CEO José Semedo, il quale è un amico proprio di Ronaldo, ne è un esempio così come Jorge Jesus.

CR7 potrebbe divenire anche azionista dell’Al-Nassr. Foto: Official English X account of @AlNassrFC.
Ovviamente quanto appena riportato appare forse fin troppo semplicistico poiché è inverosimile che la persona fisica CR7 diventi proprietario delle azioni; molto probabilmente, anzi sicuramente, esse andrebbero appannaggio di una società in tutto o in parte facente capo a CR7. Al di là di tali questioni da alta finanza, c’è da analizzare il nome Qiddiya. Una società, parte di PIF, che abbiamo già visto riguardo il fantasmagorico circuito di F1 in fase di realizzazione non lontano da Riyadh. Ma non solo perché recentissimamente ce ne siamo occupati poiché potrebbe rilevare dal Ministero dello Sport l’Al-Shabab. Insomma, anche in questo caso, come per l’Al-Hilal, ci si riferisce ad esperti nel ramo sportivo.
Noi compriamo
Se per Al-Hilal e Al-Nassr si fanno, come si suol dire, nomi e cognomi dei più o meno probabili compratori, discorso diverso è per l’Al-Ittihad. La squadra campione d’Arabia Saudita in carica sarebbe nel mirino di quella che in passato veniva definita “cordata”. In parole povere ci sarebbero più società che si unirebbero in un fondo per acquisire la maggioranza del club. Una scelta, questa, diametralmente opposta a quella che spetterebbe i due precedenti club.
Come dicevamo in apertura rimarrebbe per il momento esclusa da queste operazioni di alienazione l’Al-Ahli che è al 75% di PIF mentre il rimanente è nelle mani di Al-Ahli Non-Profit Foundation. Ma anche per essa la rotta sembra ormai segnata e cioè di uscire dal portafoglio di PIF, magari più tardi rispetto alle concorrenti.

Karim Benzema, acquisto di punta dell’Al-Itithad targato PIF. Foto: Official English X Account of Al Ittihad Saudi Club.
Uscita di scena del ricchissimo fondo sovrano saudita che se accadrà, e ne siamo sicuri, non sarà per il semplicistico dismettere. Piuttosto per il fatto che le quattro sorelle, ma questo vale anche per le altre società calcistiche, dovranno nel prossimo futuro “camminare con le proprie gambe”. PIF ha fatto da volano, grazie ai suoi ingentissimi finanziamenti, a creare la Saudi Pro League come oggi la conosciamo. Ma questo non sarà, non potrà essere il futuro.
I club dovranno invece raggiungere una stabilità finanziaria ed essere soggette ad una naturale evoluzione di quanto iniziato anni fa quando le stesse quattro società passarono dal Ministero dello Sport al fondo PIF. Un discorso molto simile a quanto sta avvenendo con quei club ancora di proprietà del Ministero dello Sport che da esso vengono privatizzati. Fuoriuscita di PIF ed arrivo di altri soggetti che rientra anch’essa in quel processo di normalizzazione della SPL ormai in atto da tempo e sul quale il sistema “calcio saudita” in generale non farà marcia indietro.
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In apertura: PIF venne fondato nel 1971 e si stima che abbia un patrimonio di oltre 900 miliardi di dollari. Immagine: The official English X account of the Public Investment Fund.
