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La Juventus punta sull’Arabia Saudita

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A cura della redazione

Un accordo tecnico sportivo dedicato allo sviluppo delle eccellenze calcistiche e dei nuovi talenti è stato firmato nella sede della Juventus fra il club e il programma Future Falcons, alla presenza di Ghassan Felemban e Romeo Jozak, rispettivamente direttore generale e direttore tecnico del programma Future Falcons, e per la Juventus del presidente Gianluca Ferrero e del CEO Maurizio Scanavino. Un passo che punta alla crescita dei giovani giocatori bianconeri e allo sviluppo dei calciatori che fanno parte di Future Falcons, programma voluto dalla federazione calcio dell’Arabia Saudita, come parte del progetto Saudi Vision 2030.

Juventus, il comunicato ufficiale

“Questa partnership sportiva – si legge in una nota della Juve – aprirà infatti le porte, per i giovani talenti sauditi, a numerose opportunità, da sessioni di allenamento intensivo alle partite amichevoli, e contestualmente sarà una grande occasione anche per i nostri ragazzi, i quali avranno la possibilità di confrontarsi in match internazionali, fortemente formativi per loro”. “L’obiettivo di questa collaborazione – ha commentato Gianluca Pessotto, football teams staff coordination manager di Juventus – è lo sviluppo dei ragazzi. Penso che Future Falcons sia un grande progetto, che mette al centro i migliori giovani giocatori sauditi. Vogliamo aiutarli a sviluppare il loro talento e unire le nostre conoscenze quelle dei nostri partner, da un punto di vista sportivo ma anche educazionale. Un altro aspetto importante è, per i ragazzi di Future Falcons, la possibilità di venire qui a Torino per svolgere sessioni di allenamento intensive”. “Esprimiamo – ha aggiunto Felemban – la nostra gratitudine alla Juventus: questa collaborazione avrà un impatto positivo sullo sviluppo dei talenti”.

Le parole di Romeo Jozak

“Non investiamo soltanto nei Ronaldo di turno, ma anche nelle nuove generazioni. Credo sia meglio avere un solo giocatore che giochi per la Nazionale saudita piuttosto che quaranta che non giocano. Mandiamo i ragazzi in Spagna un anno per farli ambientare, in modo tale che siano pronti per l’Europa. Lì inizia la speranza di poterli posizionare da qualche parte. È un progetto importante, di cui sicuramente si sentirà parlare. Il prossimo step è quello di preparare gli allenatori: al momento ne abbiamo due in Europa”.

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