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Zielinski, dietro il no all’Arabia Saudita ci sono i valori della famiglia

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A cura di Massimiliano Vitelli

Piotr Zielinski è uno di qui giocatori che ogni allenatore vorrebbe avere in squadra. Centrocampista moderno, versatile e dai piedi educati, il ragazzo di Zabkowice Slaskie è stato nella scorsa stagione uno degli artefici dello scudetto conquistato dal Napoli di Luciano Spalletti. 

Zielinski è stato tra i calciatori più importanti della squadra partenopea, andando nell’arco della stagione a ricoprire ruoli diversi (esterno basso, esterno alto, trequartista…) sempre con grande lucidità e qualità.

Con il contratto in scadenza era facile prevedere che tanti club provassero a strapparlo al presidentissimo del Napoli Aurelio De Laurentiis, tra questi anche alcuni della Saudi Pro League.

Questa estate, infatti, il board del campionato di calcio saudita ha deciso di investire fortemente nel torneo per renderlo in pochi anni tra i più affascinanti e competitivi del pianeta. Così, oltre all’apripista Cristiano Ronaldo (sbarcato in Arabia Saudita la scorsa stagione) sono arrivati tra le dune tanti campioni: Milinkovic-Savic, Karim Benzema, Neymar jr…

A provare ad acquisire le prestazioni sportive di Piotr Zielinski ci ha provato l’Al-Ahli, offrendo al polacco cifre da capogiro.  Piotr, però, ha gentilmente rifiutato l’offerta, spiegando alla dirigenza di essere lusingato dell’interessamento, ma di non voler stravolgere la vita della sua famiglia con un trasferimento a quelle latitudini. Così è rimasto a Napoli, quest’anno agli ordini del nuovo mister Rudi Garcia, dove sta giocando da leader, grazie alle indiscusse qualità e all’esperienza ormai maturata nel nostro torneo.

L’infanzia

Piotr Zielinski è nato a Zabkowicw Slaskie, un comune di circa 24mila abitanti nel voivodato della Bassa Slesia. Un tempo Ząbkowice Śląskie veniva chiamata “Frankestein”. Dovevano questo nome al laboratorio del dottor Frankenstein, situato nella Camera dei Ricordi Regionali, un luogo che faceva parte del maniero di Kauffunga. L’edificio più antico della città, risalente agli inizi del XIV secolo, si trova proprio accanto alla Torre Pendente. La torre, che fa parte dell’affascinante complesso del centro storico, offre una vista su tutta la città e sui monti Wałbrzyskie e Sowie.

La più importante società calcistica della città è l’Orzei Zabkowicw Slaskie, l’attuale calciatore del Napoli ha iniziato qui a tirare calci ad un pallone.

Sulle orme di Zielinski

Intanto, mentre il ventinovenne del Napoli continua a dimostrare tutte le sue qualità, in Campania c’è un altro ragazzo arrivato dalla Polonia pronto a farsi strada: Mateusz Legowski. Nato vent’anni fa a Brodnica, il giovane centrocampista tutto “grinta e fisico” è infatti sbarcato in Italia questa estate accasandosi alla Salernitana.

Legowski è quello che nel calcio moderno viene definito un giocatore dalle due fasi. Bravo e spesso decisivo nelle azione d’attacco, infatti, è preciso e puntuale anche quando di tratta di sacrificarsi in copertura.

Mateusz Legowski, nonostante la giovane età, è già un calciatore della Nazionale polacca, con la quale ha fatto il suo esordio il 22 settembre del 2022 contro i Paesi Bassi in Nations League.

A casa di Mateusz

Legowski è nato a Brodnica, una città di poco più di 30mila abitanti che si trova nell’omonimo distretto nel voivodato della Cuiavia-Pomerania. Prima del 1999, Brodnica faceva parte del voivodato di Torun. Tra le attrazioni principali, il Castello e il Museo Chelmno Gate. La città che ha dato i natali al calciatore della Salernitana è famosa soprattutto per i suoi percorsi escursionistici. Il distretto lacustre di Brodnica è ricco di laghi e foreste incantevoli. Una squadra di metà classifica in Serie A non è necessariamente l’apice delle capacità calcistiche di Mateusz Łęgowski. “L’Italia era una delle destinazioni in cui volevo andare. Per conoscere una nuova cultura, nuove persone. Il mio sogno è giocare la Champions League, ma per ora voglio solo fare i prossimi passi. Credo che questo sia l’approccio migliore. Voglio svilupparmi e il resto verrà da sé”, dice il 20enne.

 

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