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Interviste

Esclusiva CS – Massimiliano Fuksas: “Vi spiego cos’è The Line e perché l’Arabia Saudita sta puntando sul calcio”

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A cura di Massimiliano Vitelli

Architetto, designer, visionario. Massimiliano Fuksas è una delle eccellenze italiane più famose nel mondo. Le sue opere hanno regalato identità a skyline in tutto il pianeta, consacrandolo uno dei più grandi architetti di tutti i tempi.

Ora, fra i tanti progetti ai quali sta lavorando, c’è The Line, una città futuristica che sta nascendo in Arabia Saudita.

Signor Fuksas, quando è stato contattato per la prima volta?

“Credo che ormai siano passati tre anni. Con il mio studio avevamo già realizzato diverse opere intorno all’area di sviluppo di NEOM ottenendo dei risultati molto apprezzati. A seguito di questo, ci hanno chiesto di partecipare alla realizzazione di The Line”.

In cosa consiste The Line?

“Sarà una città incredibile, lunga 170 chilometri che andrà dalle rive del Mar Rosso, attraversando il deserto, fino alle montagne. L’intera struttura Sarà larga duecento metri e alta cinquecento. Avrà un rivestimento specchiato su entrambi i lati che le conferirà un aspetto unico al mondo e al suo interno si sarà davvero tutto ciò che si può immaginare in una città del futuro”.

Sappiamo che ad ogni architetto è stato chiesto di lavorare su una parte del progetto. Qual è il suo compito?

“Noi stiamo realizzando circa tre chilometri e mezzo della città, che ospiterà in totale quasi 9 milioni di persone. Costruiremo edifici abitativi, uffici, aree mix-use, strutture sportive e ricreative, teatri, parchi e impianti sportivi. Tutto con design esclusivo”.

The Line viene definita una smart city, è giusto chiamarla così?

“È riduttivo, è molto di più. Sarà una città incredibile, che si autoalimenterà completamente e che produrrà al suo interno tutto ciò di cui ha bisogno per sostenersi. Di certo, non ci sarà il problema dell’energia. Il sole non manca”.

Cosa pensa dell’esplosione del calcio saudita?

“Me lo aspettavo. Il calcio è una vetrina, per questo l’Arabia Saudita ci sta puntando molto. Ma è solo una piccola porzione del progetto di enorme sviluppo che vedremo nei prossimi mesi e anni. Il calcio segue l’andamento dei Paesi. Se pensiamo all’Italia questo è evidente. La Serie A ha vissuto le sue stagioni migliori negli anni ’80, quando da noi c’era il boom economico, C’erano i Moratti, gli Agnelli, imprenditori che sapevano il fatto loro. Oggi purtroppo non è più così e i risultati si vedono”.

 

 

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