Editoriale
Alla scoperta della Coppa Araba, il torneo che a dicembre fermerà la Saudi Pro League
A cura di Cesare Tamborini
Nel pressoché sconfinato elenco di competizioni calcistiche presenti nel calendario, ce n’è una che vedrà protagonista la nazionale saudita tra pochissime settimane. Ci riferiamo a quella che è comunemente conosciuta come “Coppa Araba”.
Dal Libano
Ufficialmente “FIFA Arab Cup” dal 2021 (poi vedremo il perché di tale data), il torneo vide la luce nel 1963 e prevede la partecipazione dei soli Paesi arabi. A fondarlo fu la Federcalcio libanese ed è per tale motivo che il Paese dei Cedri ne ospitò la prima edizione. Da allora e fino al 2012 le nove edizioni, non sempre con cadenza regolare, vennero organizzate dalla UAFA, una sorta di UEFA che governa il calcio nei paesi arabi. Il record di successi è dell’Iraq con quattro davanti all’Arabia Saudita con 2 (1998 e 2002). La Coppa Araba, che assunse anche il nome ufficioso di Coppa della Palestina, non è stata disputata dal 1966 al 1985. Insomma, un trofeo che ha vissuto dei momenti non facili, almeno a livello organizzativo. Da annoverare anche un’edizione cancellata per la guerra in Libano (nell’82) ed una causa mancanza di sponsorizzazioni nel 2009.
Al Qatar
La svolta arriva nel 2021 quando la FIFA ne diventa l’organizzatrice; per questo motivo il nome della competizione muta, aggiungendoci, come abbiamo visto in apertura, “FIFA”. Il Qatar viene scelto per l’edizione 2021 di questa “nuova” Coppa Araba facendo assumere al torneo il ruolo di una sorta di piccola anteprima della Coppa del Mondo che il Paese mediorientale ospiterà l’anno seguente. Qatar che è stato incaricato di organizzare la FIFA Arab Cup anche quest’anno, per la precisione dal 1° al 18 dicembre.

Hervé Renard qui il giorno i cui diventa CT dei Green Falcons prendendo il posto di Roberto Mancini: Foto: Screenshot-2024-11-13-at-17-40-42-Instagram.
Le Nazioni che si contenderanno il trofeo saranno sedici. Già qualificate sono Qatar, Algeria, Marocco, Egitto, Tunisia, Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Giordania. A queste si aggiungeranno le vincenti di: Oman vs Somalia, Bahrein vs Gibuti, Siria vs Sudan del Sud, Palestina vs Libia, Libano vs Sudan, Kuwait vs Mauritania e Yemen vs Comore. Tali partite si giocheranno tra il 25 e il 26 novembre. Le 16 nazioni partecipanti alla fase finale saranno suddivise in quattro gruppi da quattro squadre ciascuno. Le prime due classificate si qualificheranno ai quarti di finale.
Non è un allenamento
L’Arabia Saudita è stata inserita nel gruppo B assieme al temibilissimo Marocco e alla vincente di Oman vs Somalia e di Yemen vs Comore. Marocco che i sauditi affronteranno l’8 dicembre e che con il suo 12° posto nel ranking FIFA è la favorita numero uno dell’intero torneo. Al netto ovviamente di verificare quali giocatori verranno convocati dal CT marocchino, poiché i campionati europei non si fermeranno durante la competizione.
La Saudi Pro League invece si prenderà una pausa. Il massimo campionato saudita vedrà giocarsi la 9^ giornata tra il 21 e il 23 novembre per poi tornare nel fine settimana del 20 dicembre con il 10° turno. Decisione, questa, che dimostra come l’Arabia Saudita ci tenga ad un torneo che per i sauditi sarà una piccola prova generale in vista dei Mondiali visto che dopo di essa non vi saranno più impegni ufficiali, ma solo amichevoli.
E per preparare al meglio l’appuntamento di Qatar 2025, i ragazzi di Hervé Renard hanno in programma due “friendly match” durante la prossima pausa delle nazionali. Venerdì 14 novembre contro la Costa d’Avorio e quattro giorni più tardi contro l’Algeria, entrambe in casa. Arabia Saudita che volerà quindi in Qatar con l’intento di fare bene e perché no di arricchire il proprio palmarès.
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In apertura il trofeo. Foto: AFC X account.
