Interviste
Esclusiva CS – Ben Harburg: “Perché ho acquistato l’Al-Kholood”
A cura di Cesare Tamborini
Ben Harburg è un nome che nel volgere di poche settimane è salito alla massima ribalta del calcio saudita, ma non solo. Questa fama la si deve al fatto che nello scorso mese di luglio è diventato il proprietario dell’Al-Kholood. Un accadimento storico poiché il club è il primo del Regno ad essere in mani private, e per di più di un imprenditore straniero.
Dall’Oregon all’Arabia
Harburg che l’Arabia Saudita la frequenta dal 2007 e dove ha iniziato ad investire nel campo delle tecnologie a partire dal 2018. Attualmente “Managing Partner at MSA Capital”, società di investimento globale con oltre 2 miliardi di dollari di asset in gestione, il Presidente dell’Al-Kholood è nato in Oregon quarantuno anni fa ed ha trascorso parte dell’infanzia tra il sud della Spagna e la Svizzera per fare poi tappa in Germania dove è partita la scalata che lo ha portato a divenire l’investitore di livello mondiale che è.

Mr. Harburg acclamato dai tifosi del suo Al-Kholood. Foto: @BenHarburg. Owner @cadiz_cf @alkholoodclub X account.
Harburg che non è nuovo nel mondo del calcio tant’è che da qualche anno detiene anche il Cadice, attualmente militante in LaLiga2 (equivalente della nostra Serie B). Club che, negli anni di militanza nella massima lega spagnola, ha fatto esultare il suo proprietario a stelle e strisce sconfiggendo i giganti Real Madrid e Barcellona. Ora c’è l’avventura saudita. Noi di calciosaudita.it siamo orgogliosi di averlo potuto intervistare per sapere di più del presente e del futuro sia del suo Al-Kholood che del football dell’Arabia Saudita.
Perché l’Al-Kholood?
Neoproprietario del club di Al-Rass che inizia la sua disamina partendo dallo spiegarci perché ha deciso di investire nel calcio del Regno. Harburg argomenta la sua scelta sostenendo come la Saudi Pro League sia una delle leghe con il miglior futuro.
“Volendo potrei investire nella MLS (il campionato USA n.d.r.), ma le valutazioni sono realmente alte e poi negli States i tifosi sono per così dire distratti da basket, baseball, football ecc… La Premier è senza dubbio il top, ma è molto cara e retrocedere in Championship comporterebbe bruciare una montagna di denaro. In Francia la situazione è invece complicata a causa delle controversie legate ai diritti TV. Rimarrebbero la Germania, nella quale potrei sì entrare, e l’Italia che invece mi pare avere troppa politica all’interno delle società. Ho scelto quindi l’Arabia Saudita – prosegue il businessman – perché è un grande Paese nel quale il 75% della popolazione ama il calcio ed ha una stabilità finanziaria universalmente riconosciuta. La Saudi Pro League inoltre è una big league perché ci sono autentiche star del football mondiale e top allenatori. Per queste ragioni prevedo che nel giro di qualche anno sarà tra le prime cinque al mondo”.
Flexibility
Ma perché l’Al-Kholood che ha attirato la sua attenzione di top businessman a livello mondiale? Innanzitutto, per la location, ovvero la regione di Al Qassim “i cui abitanti si trovano un po’ in tutto il Regno e sono considerati gran lavoratori” ci spiega. Da un punto di vista strettamente sportivo quello che Mr. Harburg ha considerato, prima di staccare il fatidico assegno, è che fosse un club che di fatto partiva da zero. Questo “mi permette di avere una base di fan che non ha quelle aspettative che invece presso altri club hanno, come per esempio l’Al-Shabab che più volte miei conoscenti mi hanno suggerito di acquistare”.

Qui il Presidente con il pubblico femminile presente allo stadio. Foto commentata dallo stesso Harburg così: “rispettiamo la vostra cultura e vogliamo che le famiglie e le donne vengano. Abbiamo bisogno di tutti”. Foto: @BenHarburg. Owner @cadiz_cf @alkholoodclub X account.
Qua, proprio in virtù del partire da zero, il neopresidente gode di una libertà di azione della quale ci fa un esempio affermando che ad inizio stagione ha fissato l’obiettivo di non retrocedere. Un target che in altre piazze avrebbe generato una reazione di malcontento, ma che presso i supporters dell’Al-Kholood ha significato la seguente risposta: “ok, va bene”. Elementi che fanno ritenere ad Harburg come il suo nuovo club gli dia quella flessibilità della quale ha necessità in questa fase iniziale; “non abbiamo pressione e questo è positivo” sintetizza il numero uno.
Voglio l’Al-Kholood
Acquisto del club che è giunto, ricordiamolo, al termine di una privatizzazione in quanto la società apparteneva al Ministero dello Sport Saudita. Iter che è iniziato “18 mesi prima” afferma Harburg, il quale ricorda come fossero sei le società messe sul mercato dal Ministero. Nella fattispecie si trattava di tre di SPL e di altrettante di Saudi League 1st Division; “i miei occhi sono andati subito sulle squadre di Saudi Pro League ed in particolare sull’Al-Kholood ritenuta probabilmente la più stabile e che aveva terminato 9^ lo scorso campionato. Club del quale voglio sottolineare un fatto e cioè che nelle settimane precedenti il mio arrivo ha perso diversi giocatori chiave perché non potevano attendere che terminasse l’iter di privatizzazione”.
Privatizzazione che Harburg definisce essere stata “molto lunga, probabilmente proprio perché siamo stati i primi a parteciparvi; ma il Ministero, e lo devo dire a chiare lettere, ha svolto un lavoro meraviglioso nel darci tutto il supporto necessario”. A maggior ragione visto e considerato che quello del suo club è il primo caso di “vera privatizzazione”. Questo poiché, come spiega il businessman, anche altri club (NEOM e Al-Qadsiah) appartengono non più al Ministero. Ma il suo Al-Kholood è il primo a potersi fregiare del “titolo” di reale privatizzazione perché appartiene ad un imprenditore privato.

Harburg qui con Il governatore di Al-Rass, Saud bin Hussein Al-Assaf. Foto: Official X Account of Al Kholood FC.
Step by step
Al-Kholood che, una volta passato nelle sue mani, ha iniziato la stagione 2025/2026 con due KO contro Al-Ettifaq e Al-Nassr, salvo poi inanellare un trittico di vittorie. Dalla prima, l’indimenticabile 2-1 contro il Dhamk tra le mura domestiche, fino al prestigioso successo sul campo della nobile Al-Shabab passando per il superamento del turno in King’s Cup. Al-Kholood del quale a questo punto viene logico chiedersi quali siano gli obiettivi a breve e medio termine.
Sui target il Presidente è più che chiaro sostenendo che per la stagione in corso, come dichiarato in preseason ai tifosi, si lotterà per rimanere in SPL. Per quanto riguarda il futuro “vogliamo divenire una cosiddetta fabbrica di talenti in Arabia Saudita puntando su reclutamento e sviluppo dei talenti della nostra Academy. Questo – aggiunge Harburg – è il top del nostro target al quale desideriamo poi aggiungere miglioramenti a infrastrutture, coaching, allo scouting stesso e al capitale umano, nonché sviluppare partnership con altri club”.
Infrastrutture che per l’imprenditore sono un assoluto must. A tal proposito ricorda come nella recente trasferta di King’s Cup contro l’Al-Bukayriyah abbia trovato “un bello stadio, una stupenda piscina olimpica, un campo da basket, uno da palla a mano ed una palestra ben attrezzata” che gli hanno fatto toccare con mano quale sia la differenza abissale con le strutture del proprio club alle quali in questi tre mesi ha già messo pesantemente mano.

Il numero uno dell’Al-Kholood e il presidente dell’Al-Bukayriyah Club Al-Hadeef in occasione del match di King’s Cup. Foto: Official X Account of Al Kholood FC.
Lungo periodo che, per quanto riguarda il profilo più strettamente sportivo, vorrà dire stare stabilmente in quella che in Italia chiamiamo la parte sinistra della classifica. In sostanza “posizionarci appena dietro alle prime otto le quali hanno budget super ed alle quali vorremmo, noi dell’Al-Kholood, vendere giocatori che escono dal nostro vivaio”.
L’asse Arabia Saudita-Spagna
Vivaio che è alla base anche di un accordo in essere già dall’estate appena trascorsa tra i due club di Mr. Harburg. Infatti, è lui stesso a confermarci che, in virtù del fatto che al momento “l’Academy del Cadice è migliore di quella del club saudita, ci sono giovani giocatori che lasciano l’Al-Kholood per farsi le ossa in Spagna”. Una situazione, definita da egli stesso come “multi club group”, che ha come scopo quella di rafforzarsi sempre più anche attraverso lo “Share scouting”. “È molto importante per un giovane calciatore saudita potersi cimentare in un calcio competitivo come quello spagnolo; ed il fatto di possedere un club proprio in Spagna facilita il tutto” analizza con orgoglio Harburg.
Il domani
Futuro al quale Harburg si rifà anche quando mette sul piatto quelle che sono le richieste nei confronti dei vertici della SPL, lui che è un neofita in tale lega. Per prima cosa il proprietario dell’Al-Kholood chiederebbe una maggior eguaglianza. E lo fa partendo con il nominare NEOM che “ha un budget 8 volte il mio”. Esempio che viene fatto per spiegare come ci siano in seno al massimo campionato saudita delle differenze troppo elevate che potrebbero venire attenuate con l’introduzione di una sorta di financial fairplay e di un salary cap.
Auspici che, una volta attuati, dovrebbero portare ad una redistribuzione dei ricavi e quindi a match perché no più equilibrati. “Ho poi una seconda richiesta ovvero quella di trovare un modo per far giocare di più i giocatori sauditi che sono già nel giro della Nazionale. Giocare poco è frustrante per il calciatore oltre che per la società che ne detiene il cartellino”. Come fare? Magari “inserendo nei contratti una clausola che preveda un minutaggio minimo per tali giocatori, salvo essere liberi, ad esempio, di accasarsi in prestito altrove” propone Harburg.
Per me vincerà…
“Future”, per dirla alla Mr. Harburg, che vuol dire, in conclusione di quella che per la sua disponibilità e cordialità ha assunto più il sapore di una chiacchierata che della classica intervista, anche un immancabile pronostico. E Ben, come lo chiamano già amichevolmente i propri tifosi, non si sottrae quando gli chiediamo chi secondo lui vincerà la prossima SPL. “Al-Nassr” è la sua risposta, nonostante ci confessa come non abbia avuto ancora la possibilità di assistere dal vivo tutte le altre favorite. Ma, l’aver visto CR7 e compagni contro il suo Al-Kholood nel match vinto 2-1 dalla squadra di Jorge Jesus fa propendere Harburg proprio per la risposta di cui poco sopra. E la sorpresa? Magari l’Al-Qadsiah che, “forte del grande budget a disposizione potrà forse vincere l’anno prossimo” in attesa dell’arrivo in pianta stabile nella prima metà della classifica dell’Al-Kholood a stelle e strisce.
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In apertura Ben Harburg allo stadio con i tifosi. Foto: Official X Account of Al Kholood FC.
