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Editoriale

Domani si apre il mercato: come sarà?

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A cura di Cesare Tamborini

Quando siamo a poche ore da quel 22 luglio che segna l’inizio ufficiale del calciomercato in Saudi Pro League, una domanda sorge spontanea: che mercato sarà?

Per darne una risposta non sarà necessario aspettare le settimane, anzi i mesi, che abbiamo davanti. Questo perché l’anteprima di come sarà la campagna trasferimenti 2026 l’abbiamo avuta recentissimamente con le società che hanno già messo a segno delle operazioni non trascurabili. Si è visto, di fatto, quanto andiamo a dire da ormai un paio di anni ovvero che il tempo della ineguagliabile estate 2023, ed in parte 2024, non verrà più.

Parola chiave

Il “Ronaldo effect” che ha imperato, specialmente nella sessione estiva 2023, è divenuto ormai anacronistico perché impraticabile, come vedremo. Pensare ad una SPL che in questo 2026 spenda cifre similmente a quanto fatto per i vari CR7, Neymar, Benzema ecc.. è utopistico a dir poco, ma non da oggi. È infatti dal 2025 che il calcio saudita si è dato un freno entrando in una fase che, esattamente un anno fa, chiamavo di “normalizzazione”. Ed ora come ora, in piena linea con uno sviluppo che non può essere che virtuoso, si è entrati nella fase della “sostenibilità”.

Karim Benzma, uno dei simboli del “Ronaldo effect”. Foto: The official English X account of #Alhilal Saudi Club.

Un termine che, e non è un caso, viene usato, ma non sempre adottato in pieno, anche presso le altre leghe sia europee che mondiali. La SPL ha quindi voluto, e non per mero esercizio di scimmiottare, seguire quella che di fatto è la regola numero uno che il calcio si è dato.

I fondamenti

Per metterlo in pratica, i dirigenti della lega saudita hanno introdotto delle misure volte a rendere la sostenibilità non solo di nome, ma anche di fatto. L’esempio forse massimo è il fairplay finanziario che è presente nella SPL, così come il processo di allocazione delle risorse. Come abbiamo visto, da quest’anno i fondi destinanti dalla lega ai singoli club vengono distribuiti secondo nuove regole che hanno come target una maggior trasparenza e sostenibilità.

Altro fattore che sta già influenzando sempre più il calciomercato è l’ingresso di capitali privati nei club. Risulta chiaro che una società posseduta da un investitore privato starà, per così dire, molto attenta a come spendere il denaro. Club privatizzati che ormai stanno aumentando e non contano più solamente l’Al-Kholood di Mr. Harburg. L’esempio principe è l’Al-Hilal che ad aprile è passato da PIF nelle mani di Al-Waleed. E come non menzionare i rumors secondo i quali presto saranno privati anche Al-Ittihad e Al-Nassr.

Questi fattori ci portano ad essere arrivati al dare una risposta al quesito iniziale. Partiamo dal vendere che dovrà essere la priorità dei club sauditi, i quali si priveranno di quei giocatori che per un motivo o per l’altro non rientrano più nel progetto. Esempi ne sono l’Al-Hilal che ha già ceduto per circa 20 milioni Marcos Leonardo all’Ajax e l’Al-Nassr che nelle ultime ore ha finalizzato la partenza di Jhon Durán in direzione Benfica. Anche l’Al-Ahli è sulla stessa lunghezza d’onda avendo terminato un anno in anticipo l’onerosissimo contratto di Mahrez.

Precedenza, questa, che al pari della “sostenibilità” si accoda a quanto anche il calcio europeo sta facendo. Sono infatti numerose le squadre, anche italiane, che in queste settimane di inizio trattative hanno come primo step quello di vendere e poi comprare. Analogamente si stanno comportando le società saudite le quali, alla voce “acquisti”, stanno poi inserendo determinate tipologie di giocatori.

Eccolo l’esempio

Si acquisteranno così calciatori preferibilmente giovani o comunque in età non avanzata con costi di cartellino e di ingaggio non folli. L’esempio, proprio di questi giorni, è quello di Trincão. Ventiseienne portoghese che l’Al-Ahli ha firmato sborsando circa 50 milioni per il cartellino e dandone 10-11 al giocatore come ingaggio annuo. Al-Ahli che, a proposito di tutto quanto detto fino ad adesso, ci aveva già visto lungo. Nel 2023, in pieno “Ronaldo effect”, si accaparrò l’allora ventunenne Gabri Veiga, salvo poi privarsene l’estate scorsa.

Da tale identikit degli acquisti rimane fuori quello che per anni è stato l’obiettivo numero uno dichiarato del calcio saudita: Salah. L’egiziano, dato vicinissimo al Besiktas, era di fatto già uscito dai radar sauditi quando il Ministro dello Sport, pur senza farne apertamente il nome, aveva fatto intuire che un classe 1992 (anno di nascita di Salah) non rientrava più appieno nei parametri della SPL. Da quelle parole, datate primavera 2025, sono passati poco più di dodici mesi, ma già allora la Saudi Pro League stava cambiando.

Già in quel periodo si intravedeva che la “normalizzazione” si stava evolvendo in sostenibilità. Un passaggio per gradi, ma veloce e non rinviabile perché dettato non solo dalle regole di cui sopra, ma anche, e forse soprattutto, dal calcio stesso. Al netto ovviamente che, e lo sappiamo benissimo, quando si parla di calciomercato può esserci sempre dietro l’angolo la famosa eccezione che conferma la regola.

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In apertura Trincão con il DS dell’Al-Ahli Rui Pedro. Foto: Al-Ahli Saudi Club @ALAHLI_FCEN X account.

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