Editoriale
Come sta la SPL: numeri, risultati e prospettive
A cura di Cesare Tamborini
Quando siamo a pochi giorni dalla fine dell’anno, è tempo di bilanci in casa Saudi Pro League. Prima di addentrarci in numeri, e non solo, possiamo dire che il massimo campionato saudita gode di buona salute.
Ad affermarlo sono i rappresentanti, oltre che ovviamente della stessa SPL, anche del Ministero dello Sport, del Ministero degli Investimenti (MISA), della Federazione e dei club riunitisi nei giorni scorsi a Riyadh. Soggetti dei quali poco sopra che, nell’enunciare la situazione della SPL, hanno sottolineato come i dati riportati sono concreti e non resi pubblici per fini di marketing.
Numeri, non parole
Dopo questa doverosa premessa per contestualizzare il perimetro entro il quale le parti in causa hanno presentato le proprie informazioni, possiamo entrare più nel dettaglio. E per farlo partiamo da Omar Mugharbel CEO della Saudi Pro League, il quale ha mostrato come i ricavi della lega siano triplicati negli ultimi tre anni. Inoltre, il recente contratto televisivo, che porta il campionato in 180 paesi, ha generato un aumento di valore del 50%. SPL che vuol dire non solo televisione, ma anche social con una presenza che si è decuplicata.

Omar Mugharbel, CEO della Saudi Pro League. Foto: official Roshn Saudi League English language X account.
Dati che dimostrano la bontà del lavoro che viene svolto a tutti i livelli, anche nell’ambito dei cambiamenti strutturali nelle proprietà dei club. Fatto questo che si concretizza nelle privatizzazioni. Ed è così che i vertici del calcio saudita, inteso qui a 360°, enunciano come 11 società siano già passate in mani private e altre sono in cantiere.
Cosa i sauditi intendano per privatizzare una società calcistica lo spiega Ibrahim Almoaiqel, Viceministro per gli Investimenti e la Privatizzazione del Ministero dello Sport: “La privatizzazione non è un obiettivo di per sé. Il nostro obiettivo è collaborare con persone che abbiano il know-how per gestire i club in modo sostenibile, per ottenere risultati calcistici e commerciali migliori”. Privatizzare che può quindi essere inteso, in estrema sintesi, come un cambiamento volto ad unire competenze operative e capitali.
Il target
Privatizzare che non può non fare rima con Ben Harburg, il primo imprenditore straniero ad aver acquisito una società. Numero uno dell’Al-Kholood che volge lo sguardo oltre sostenendo come “Questo non è un campionato isolato. Dovrebbe affermarsi come uno dei campionati più potenti al mondo”. Parole importanti alle quali fa eco l’ambizione di Basim Ibrahim, Direttore Investimenti del Settore Sportivo di MISA secondo il quale “Stiamo cercando di mantenere il nostro campionato tra i primi 5 al mondo”.
Ambizione che parte da quel gennaio 2023 quando atterrò in Arabia Saudita un certo Cristiano Ronaldo. Arrivo di CR7 che ha significato l’autentico spartiacque da un prima e un dopo. Da quel “Ronaldo Effect” hanno firmato con club sauditi molti calciatori stranieri, per la precisione 235 secondo Basim Ibrahim. Diversi di loro sono costati tanto, talvolta forse troppo e quindi “Per essere competitivi con Serie A o Liga, dobbiamo anche mantenere il controllo, una buona governance e solidi pilastri per garantire che l’accelerazione sia controllata e nella giusta direzione”. Dichiarazione forte, questa di Mugharbel, che fa capire come sarà la Saudi Pro League del prossimo futuro, ma anche del presente.

Karim Benzema, una delle stelle arrivate in SPL nell’estate 2023.Foto: official Roshn Saudi League English language X account.
Talenti
Grandi nomi, possibilmente entro i 25-26 anni e presentati dai sauditi con l’espressione “acquisti di alto profilo”, che devono andare a braccetto con lo sviluppo di talenti locali. Un argomento che qua su CS abbiamo affrontato più volte, elencando le misure messe in atto per favorire lo sviluppo delle nuove leve; un esempio è l’ingaggio di un coach di assoluto prestigio come il nostro Di Biagio che guida l’Under-23. Ricordiamo poi le regole che prevedono un numero minimo di Under-21 in ogni rosa in SPL e l’obbligatorietà di schierare, nelle serie inferiori, solo sauditi. Oppure la nascita del campionato riservato proprio agli Under-21.
Azioni concrete alle quali la SAFF sta dando un ulteriore contributo, come illustrato da Hicham El Amrani, Senior Advisor di SAFF, sia a livello di supervisione delle partite che favorendo la creazione di accademie, passate in un solo anno da 88 a 189. Giovani giocatori che vengono monitorati ora da una piattaforma comune che copre tutto l’arco di crescita del soggetto.
Ecco i risultati
Investimenti, quelli apportati dalla Federazione, che stanno già dando i loro frutti. Uno su tutti è il freschissimo trionfo dell’Under-23 di Gigi Di Biagio in Gulf Cup. Ma anche la qualificazione ai Mondiali, per la prima volta nella storia del Regno nello stesso anno solare, di Under-17, Under-20 e della nazionale maggiore. Successi resi noti con orgoglio da Lamia Bahaian, Vicepresidente della SAFF, che completa il tutto sostenendo che “Questo riflette un reale allineamento nei nostri percorsi, nelle nostre comunità e dimostra che i nostri investimenti a lungo termine stanno dando risultati”.
Numeri incontrovertibili, come ci tengono a sottolineare le parti in causa, che mostrano due cose. Per prima una incontestabile crescita del campionato e per secondo un inderogabile sviluppo di talenti. Due elementi che vanno contemporaneamente ad impattare sull’ecosistema calcistico anch’esso in forte incremento.
In conclusione, si vede una Saudi Pro League in buona salute, ma forse anche di più. Il massimo campionato saudita appare aver intrapreso la strada giusta già tracciata tempo fa fatta sì di spese, ma non senza limite come si suole dire. Questo non è più possibile, è andato bene nei primissimi tempi per “lanciare” la lega, ma ora è arrivato il tempo per i club di camminare con le proprie gambe verso quella che ormai ha assunto l’espressione di “normalizzazione della SPL”.
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In apertura il trofeo che viene consegnato al vincitore della Saudi Pro League: official Roshn Saudi League Arabic Language X account.
