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Editoriale

Arriva il fair play finanziario in Saudi Pro League

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A cura di Cesare Tamborini

Prima, molto prima del previsto è in arrivo in Saudi Pro League una vera e propria rivoluzione. Già dalla prossima stagione le società dovranno rispettare rigide regole in materia finanziaria.

Si tratta di una sorta di fairplay finanziario che, esemplificandolo al massimo, detta un massimale di quanto un club potrà spendere riferito agli introiti. Nel dettaglio, nel 2025/’26 una società non potrà impiegare più dell’80% dei propri ricavi. Questa percentuale scenderà al 75 nella stagione seguente ed arriverà al 70 nel 2027/2028. Ma non è tutto poiché è previsto anche un limite massimo al deficit; esso non dovrà superare i 10 milioni di SAR; il che significa al cambio attuale poco più di 2 milioni di euro.

Numeri che rappresentano come in SPL stia prendendo piede una rivoluzione che si può aggettivare con “copernicana”. Questo perché le società non potranno più aprire il portafoglio con ampie libertà, comunque disciplinate, come facevano prima; ma lo dovranno fare nel rispetto delle suddette regole. Normative che, ad onore della cronaca, abbiamo semplificato all’estremo. Questo poiché al momento non vi è ancora stata una esemplificativa comunicazione ufficiale da parte degli organi competenti.

Il fair play finanziario in SPL

Karim Benzema, una delle star arrivate in Arabia Saudita nell’estate del 2023. Foto: X account @Benzema Football player.

Ma, fatto sta che la strada è ormai tracciata. Impossibile immaginare un dietrofront. Quello che meraviglia è però la tempistica dell’entrata in vigore delle regole qui esposte. È vero, come abbiamo visto qua su CS, che il futuro della massima lega calcistica saudita dovrà essere quello della sostenibilità economica. Un mantra, questo, che viene ripetuto spesso dai vertici del calcio saudita. Ma è altrettanto vero che praticamente nessuno poteva immaginarsi una così rapida evoluzione nella materia.

Una chiave di lettura del perché di tale timing, la possiamo trovare del desiderio di rendere celermente la SPL “più normale”. Ci riferiamo al fatto che è risaputo come la lega saudita voglia, pur con le dovute differenze a volte più che evidenti, divenire, in tale materia, molto simile alle colleghe europee e non solo. E qui entra in gioco per forza di cose il fair play finanziario. Un sistema come quello della UEFA, che è in essere già da parecchi anni, a Riyadh, come ormai nel vecchio continente, non è visto come un laccio alle mire espansionistiche dei club. Anzi tutt’altro, pur con tutti i limiti che anch’esso ha.

Normalizzazione della SPL che vuol dire anche poter così godere di maggior considerazione presso i consessi internazionali (leggasi UEFA e FIFA). Questo è pacifico visto che un domani non mancheranno le occasioni nelle quali club sauditi affronteranno, in match ufficiali, squadre europee. Ed è proprio questo che fa la differenza. Ovvero iniziare a percorrere una strada che, per certi aspetti, sia simile a quella sulla quale le squadre europee stanno, già da tempo, viaggiando.

Se, infatti, vi è l’utopia, ma neanche troppo a sentire niente meno che Amanda Staveley, di vedere un giorno un club saudita partecipare ad una competizione sotto egida UEFA, è ovvio che detta società dovrà, per forza di cose, battagliare ad armi pari. Intendiamo dire che essa non potrà avere una sorta di libertà di spesa a differenza delle sfidanti europee assoggettate alla normativa UEFA. Una situazione, per fare un esempio, non dissimile, sotto certi aspetti, che si presentò parecchi anni fa quando alcuni club della Ligue1 protestarono per il fatto di dover competere con il Monaco, il quale appartenente ad un Paese con legislazione fiscale differente rispetto a quella della Repubblica francese.

L’Al-Hilal qui ritratto nel match contro il Fluminense valido per i quarti di finale del Mondiale per Club FIFA. Foto: The official English X account of #Alhilal Saudi Club.

Ma Francia e Principiato a parte, torniamo a noi. Il nostro ipotetico club saudita, impegnato in tornei UEFA o FIFA, o perché no AFC come avviene già, dovrà rispettare anch’esso, se non le stesse norme previste per le colleghe, regole comunque equiparabili. E questo lo si può fare solo se dette regolamentazioni vengono introdotte.

Un discorso, questo della disciplina in materia finanziaria, che si allaccia a quanto deciso, pochi giorni fa, dai vertici calcistici di Riyadh. Ci riferiamo al fatto che il Ministero dello Sport abbia trasferito i compiti di supervisione finanziaria dal Comitato per la sostenibilità finanziaria ad un nuovo organismo istituito presso la SPL. Tale passaggio ha fatto sì che la Saudi Pro League abbia quindi assunto essa stessa la poco fa citata supervisione finanziaria dei propri club. Un’altra rivoluzione, quindi, che ha come scopo quello di migliorare la governance finanziaria. SPL che, nell’annunciare tale passaggio dal Ministero ad essa, ha sottolineato ancora una volta come l’obiettivo sia quello di promuovere una crescita sostenibile del football saudita.

Sostenibilità che fa quindi rima con tutto quanto detto finora, comprese ovviamente le nuove regole finanziarie, e con l’altro obiettivo che spesso trattiamo. Ovvero quelle privatizzazioni dei club delle quali, stando a vari rumors, presto avremo grosse novità.

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Foto in apertura: Official X account of Cristiano Ronaldo.

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