Editoriale
Come la prevista evoluzione del programma PACE cambierà l’allocazione delle risorse ai club
A cura di Cesare Tamborini
Era attesa da tempo e da ieri è ufficiale. Stiamo parlando della seconda fase del programma PACE, sigla che sta per “Player Acquisitation Centre of Excellence”.
Funziona
PACE fa il suo debutto nel 2023, con la nascita di quella che è ormai comunemente chiamata come “Saudi Pro League 2.0”. Si tratta, come abbiamo illustrato qua su CS, di un programma che, partendo da un approccio centralizzato riferito ai trasferimenti, offre supporto nella pianificazione delle rose e nella tutela dei calciatori. La sua introduzione era stata decisa per venire incontro “Alla mancanza di un approccio chiaro al reclutamento di star globali” come sosteneva Saad Al Lazeez, ideatore di PACE, il quale aggiungeva poi che “Rappresenta uno strumento collaborativo per la gestione (dei calciatori n.d.r.) e come sistema di supporto per fornire ai club campioni (…) allo scopo di innalzare il livello della lega”.

Cristiano Ronaldo, arrivato in Arabia Saudita a gennaio 2023, ha rappresentato il cosiddetto “Ronaldo Effect”. Foto: The official Facebook account for Roshn.
Fulcro del programma (qui per i dettagli) era, ed è tuttora, il fatto che il budget a disposizione delle squadre per svolgere il calciomercato viene assegnato dalla SPL. “Viene deciso (il budget n.d.r.) in base a diverse variabili e di questo tutti e 18 i club sono prontamente informati in largo anticipo” spiegava Saad Al Lazeez.
PACE che ha contribuito a produrre grandi risultati. Si pensi al +221% in termini di valore complessivo di mercato dei club. Oppure +353% dei ricavi combinati delle società, o anche il +115% dei ricavi centralizzati della lega. E non è tutto, c’è anche la crescita di oltre 5 punti della competitività della SPL rispetto alle altre leghe. Numeri che vanno di pari passo con i successi internazionali dei club sauditi; si pensi al recentissimo bis in Champions League Elite dell’Al-Ahli, oppure all’Al-Nassr che tra pochi giorni giocherà la finale di Champions League Two. E perché no, a proposito di finale, quella raggiunta dall’Al-Shabab in Gulf Club Champions League.
Evoluzione
Ma ora per PACE è tempo di evolversi. E come lo fa? Entrando in una nuova fase, che ha come target il 2030. Fase che è definita dai vertici della lega come “matura” e che si basa su di una maggiore focalizzazione sulla governance. Inoltre si fonda sull’adozione di criteri più trasparenti e sulla sostenibilità a lungo termine.
SPL che ha tenuto a porre l’accento sul fatto che PACE non verrà stravolto, sottolineando che subirà un’evoluzione per renderlo ancor più chiaro avendo come obiettivo quello di rafforzare la competitività dei club. Il nuovo PACE, se così volgiamo chiamarlo, avrà inoltre il compito, tutt’altro che secondario, di accrescere la responsabilità delle società nella gestione sia della crescita sportiva che di quella commerciale.
Questi sono i soldi
Ma concretamente come si evolverà PACE? A spiegarlo è il CEO della SPL Omar Mugharbel, il quale ha illustrato che il fulcro è il nuovo meccanismo di allocazione delle risorse destinate ai club. Esso si basa su quattro criteri. Il primo prevede la distribuzione di una quota paritaria del 22% tra tutti i club. Oltre questa parte fissa, le altre tre sono variabili, ovvero: un altro 22% del budget viene assegnato in base al rendimento sportivo, il 28% secondo l’audience TV mentre un ulteriore 28% in virtù delle prestazioni commerciali.

Omar Mugharbel ha preso il timone della SPL nel gennaio del 2024. Foto: official Roshn Saudi League English language X account.
Sport e commerciale
Quattro criteri che forniscono senza dubbio un quadro più chiaro rispetto al passato e che danno importanza a quanto la lega sta lavorando da anni, ovvero una più diretta connessione tra le risorse messe a disposizione dei club e il valore degli stessi. Valore inteso, come si è visto nella descrizione dei criteri di cui sopra, sia a livello sportivo che commerciale. Nuovo sistema che, proprio in virtù di quanto appena detto, responsabilizza ulteriormente le società calcistiche. Esse dovranno quindi ancor di più pianificare con accuratezza gli investimenti lavorando affinché vengano massimizzati.
CEO che, nella conferenza stampa, ha spiegato come l’evoluzione del meccanismo fosse del tutto naturale, poiché “Nell’ultimo triennio il mercato si è evoluto. I club anch’essi si sono evoluti come anche le aspettative”. Omar Mugharbel che ha poi aggiunto come “Il nostro obiettivo è mettere i club nelle condizioni di pianificare a lungo termine, rafforzare la competitività e accrescere il valore complessivo del campionato in modo tale da valorizzare sia il prodotto sportivo che l’esperienza dei tifosi”.
Esperienza dei tifosi che vuol dire anche televisione. E qui l’Amministratore Delegato fornisce le cifre che vedono la SPL trasmessa in 180 Paesi in virtù di 45 contratti in essere con broadcaster. Ma non solo la classica televisione visto che la lega saudita è l’unica, assieme alla Bundesliga, ad aver iniziato a trasmettere, in alcuni mercati, match su Youtbe e Twitch.
Insomma, PACE che, anche in virtù di questo sviluppo a livello mediatico, necessitava dell’evoluzione sopra descritta trasformandosi. Un PACE 2.0, se così volgiamo definirlo, che va e andrà sempre più a braccetto con quella normalizzazione, iniziata non oggi, della Saudi Pro League della quale qua su CS abbiamo più volte parlato. “Normalizzazione” che vuol dire, solo per fare un paio di esempi, adozione del fairplay finanziario e concretizzazione di politiche chiare ed efficienti sui giovani e sui giocatori locali. E da oggi anche il neonato PACE 2.0.
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In apertura: Omar Mugharbel è CEO della SPL dal 2024. Foto: Official X account of the Roshn Saudi League.
