News
Al-Kholood, Al-Zulfi e Al-Ansar sono state (veramente) privatizzate
A cura di Cesare Tamborini
Al-Kholood, Al-Zulfi e Al-Ansar passeranno alla storia del football saudita. Al momento non per le loro imprese sportive, bensì perché in questi giorni sono state privatizzate.
A “privatizzate” dovremmo aggiungere l’avverbio veramente in quanto trattasi dei primi club sauditi a finire in mani, non solo di fatto, ma anche formalmente private. Come sappiamo, in Arabia Saudita quando si parla di privatizzazione in ambito calcistico si intende una procedura, nel risultato, differente da quella che intendiamo in Europa. Visto e considerato che tutti i club calcistici sono in origine posseduti dal Ministero dello Sport (mano pubblica quindi), ogni qualvolta uno di essi viene ceduto ad una società che non è il Ministero lo si considera come privatizzato.

Ecco come il Ministero dello Sport ha sintetizzato i tre passaggi di proprietà. Immagine: Screenshot @alkholoodclub-2025-07-25-at-17-40-07-Instagram.
Infatti, anche le “quattro sorelle” Al-Ittihad, Al-Hilal, Al-Nassr e Al-Ahli sono viste di fatto come privatizzate perché non più nel portafoglio del Ministero dello Sport, ma in quello del fondo sovrano saudita PIF. Discorso analogo con Al-Qadsiah, Al-Diraiyah e NEOM le quali sono rispettivamente, la prima di Aramco mentre le altre due riconducibili a PIF.
Siamo i primi
Per quanto riguarda invece le tre società delle quali all’inizio, la situazione è diversa. Differisce perché esse sono state acquistate da società private, non possedute quindi dallo Stato o da società ad esso riconducibili. Infatti, l’Al-Kholood è passata nelle mani di Harburg Group impersonificata dallo statunitense Ben Harburg che è “Managing Partner at MSA Capital”. Al-Zufli (Saudi League 1st Division) è ora di proprietà di Nujoum Al-Salam, società saudita dedita agli investimenti operante non solo nel Regno. Per quanto riguarda l’Al-Ansar (retrocessa in Saudi League 3rd Division) è in possesso della società saudita ABASCO, joint venture tra Awda Al-Balady and Sons Company.
Di seguito vi forniamo il comunicato ufficiale del Ministero dello Sport in merito alle privatizzazioni dei tre club: Ministry of Sport Privatization – July 24
Delle tre, quella che ha fatto più notizia è l’Al-Kholood. Questo perché il club milita in Saudi Pro League ed è quindi la prima squadra della massima serie a essere soggetta ad una vera privatizzazione. Come abbiamo visto, il primo atto della nuova proprietà targata Ben Harburg è stato quello di sostituire l’allenatore. Cosmin Contra era stato infatti scelto dalla vecchia proprietà, ovvero il Ministero dello Sport; mentre il nuovo board gli ha preferito il britannico Des Buckingham.

Des Buckingham, allenatore inpectore dell’Al-Kholood. Foto: Screenshot @desbuckingham-2025-07-23-at-08-35-07-Instagram.
Welcome Mr. Harburg
Al di là di questo episodio, comunque non da trascurare, quello che c’è da evidenziare è che la privatizzazione dell’Al-Kholood segna una pietra miliare. Innanzi tutto, per la privatizzazione in sé, e poi perché l’acquirente è straniero. È risaputo che il target del Regno è quello che i club calcistici vengano acquisiti da società con capitali privati, perché no da oltre confine. E così è appunto il caso di Ben Harburg, investitore americano a livello globale con esperienza nel calcio visto che è comproprietario della formazione spagnola del Cadice.
A questo punto appaiono lontani quei giorni nei quali il Ministero, dello sport si intende, decise di mettere in vendita vari club. Operazione, come detto più volte qua su CS, che aveva ed ha tuttora l’obiettivo non di fare cassa. Bensì di rendere il calcio saudita più funzionale ed in grado di, come si suole dire, “camminare sulle proprie gambe”. In due parole: finanziariamente sostenibile.
_______________________
In apertura Ben Harburg che ha acquistato il 100% delle quote dell’Al-Kholood. Foto: Ben Harburg @BenHarburg X account.
