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Inzaghi vola in finale di King’s Cup dove affronterà la favola Al-Kholood
A cura di Cesare Tamborini
Lo sceneggiatore che ha scritto la trama delle due semifinali di King’s Cup non poteva fare di meglio. Al-Kholood vs Al-Ittihad e Al-Ahli vs Al-Hilal hanno mostrato l’autentico significato della King’s Cup; una competizione che, e non ci stanchiamo di ripeterlo ogni volta, ha per certi versi un’importanza superiore al campionato.
Le due partite hanno viaggiato su binari paralleli, e non solo per la criticata scelta di farle disputare in simultanea. Parallelismo che non poteva che proseguire anche dopo il 90’ poiché entrambi i match si sono protratti fino ai calci di rigore. Al di là di questo aspetto formale della durata, c’è quello sostanziale. Ovvero che al termine di una serata, a tratti incredibile, ad accedere alla finale sono le due squadre sfavorite.

Alla fine del match, scoppiano i festeggiamenti per i giocatori dell’Al-Kholood. Foto: Official X Account of Al Kholood FC.
Se per quanto riguarda l’Al-Kholood era chiaro il suo status di underdog contro l’Al-Ittihad campione in carica, un po’ diverso, ma non per questo opposto, lo era per l’Al-Hilal. La squadra di Simone Inzaghi appariva leggermente sfavorita alla vigilia, anche solamente per il fatto di giocare fuori casa. Il King Abdullah Sports City di Jeddah era infatti una bolgia piena di passione per i propri beniamini e pronta a fischiare, fin dal calcio d’avvio, quando il pallone lo avevano Koulibaly e compagni.
Che sorpresa!
Il nostro viaggio lungo i binari paralleli di cui sopra inizia dall’Al-Kholood che merita, senza dubbio, la prima pagina di queste semifinali. Il club di Ben Harburg ospitava l’undici diretto da Sergio Conceição nello stadio dell’Al-Hazem, dove l’Al-Kholood gioca abitualmente i match casalinghi di cartello. Al momento del sorteggio della semifinale, il patron americano aveva insistito per giocarsi la partita nel proprio impianto, ma la federazione, organizzatrice della competizione, aveva deciso, per questioni di capienza, di disputare l’incontro presso l’Al-Hazem Club Stadium.
Ne è uscita una partita che ha dimostrato come a volte Davide possa battere Golia. Che per l’Al-Ittihad possa essere più difficile del previsto sconfiggere l’Al-Kholood lo si capisce fin da subito; per il vantaggio del club di Jeddah c’è infatti da aspettare il 40’ quando Diaby sigla l’1-0. A questo punto la favola dell’Al-Kholood sembrerebbe terminare, ma i ragazzi guidati da Buckingham riescono a pareggiare con Al-Aliwa al 73’.
Match che si protrae fino allo scadere dei tempi regolamentari senza altre marcature, arrivando così ai supplementari. 30 minuti durante i quali l’Al-Ittihad, con Bergwijn al 96’, sembra realmente fare il passo decisivo: 2-1. Ma mai dire mai perché al 111’ il ventenne inglese Adam Berry, prelevato a gennaio dal Nottingham Forest, sigla il 2-2. Si va quindi ai rigori dove, al termine della tornata dei primi 5, si è ancora in parità a fronte degli errori di Aouar da una parte e di Gyomber dall’altra. Si prosegue ad oltranza con Kortajarena che segna, mentre Diaby vede il suo tiro respinto da un ottimo Cozzani. È il tripudio dell’Al-Kholood che raggiunge la finale di King’s Cup e si aggiudica così già un posto nella prossima Saudi Super Cup.

La gioia di Adam Berry. Foto: Official X Account of Al Kholood FC.
Se era già storica la semifinale, ancor di più lo è la finale per un club che l’estate scorsa era salito alla cronaca per essere stato il primo a venire acquistato da un investitore privato. Dall’altro lato c’è un Al-Ittihad che deve dire addio a difendere un trofeo che aveva conquistato un anno fa. Una sconfitta che fa male non c’è che dire per tutto l’ambiente Al-Ittihad al quale ora rimane la Champions League Elite visto che il campionato parla di un deludente 6° posto a 25 punti dalla testa. Da segnalare inoltre il grave infortunio (legamenti del ginocchio?) di Doumbia, uscito dal campo dopo appena 12 minuti di gioco.
Un super Theo
Rimane invece in corsa per tutti e tre gli obiettivi l’Al-Hilal. La squadra del nostro Simone Inzaghi disputava quella che era considerata un po’ come la finale anticipata; si affrontavano infatti la terza e la seconda del campionato. Match che nei primissimi minuti vede le squadre contratte, occupate a studiarsi. Nel computo delle occasioni è l’Al-Ahli a primeggiare, ma ad andare in vantaggio sono gli ospiti con Theo Hernández. Il suo è un goal letteralmente inventato, con un sinistro potente che non lascia scampo a Mendy. Quello che impressiona maggiormente della sua rete è proprio il fatto che l’ex milanista abbia dato la sensazione di averla creata.
1-0 quindi per l’Al-Hilal che si vede raggiunto quasi in chiusura dei tempi regolamentari da Toney il quale concretizza in goal un rigore assegnato per atterramento di Ibañez fresco di convocazione in nazionale. L’arbitro, l’argentino Rey Hilfer, viene chiamato dal VAR a rivedere l’azione e dopo alcuni minuti di spasmodica attesa decreta l’estrema punizione. Si giunge così al termine dei tempi regolamentari, seguiti dai supplementari. Non succedendo niente si devono calciare i rigori.
- Yassine Bounou, festeggia al termine dei calci di rigore dove è stato grande protagonista. Foto: The official English X account of #Alhilal Saudi Club.
- Theo Hernández, autore dell’1-0 e del rigore decisivo. Foto: The official English X account of #Alhilal Saudi Club.
Il primo a tirare dal dischetto è Toney; il suo rigore, tirato male, viene parato da Bounou. Per l’Al-Hilal non fallisce nessuno; mentre la squadra di casa sbaglia ancora con Galeno il cui tiro è respinto da un Bonou bravissimo a tuffarsi alla propria sinistra. Al-Hilal ad un passo dalla vittoria quindi, che arriva con Theo Hernández, il quale insacca il rigore decisivo.
Ci vediamo il 30 maggio
Scoppia così la festa dell’Al-Hilal di un Inzaghi che ha vissuto l’incontro, come da sua tradizione, in piena tensione. Per il Mister ex Inter un successo che gli dà la possibilità di giocarsi a Jeddah, probabilmente il 30 maggio, il trofeo contro l’Al-Kholood. Al-Hilal che rimane in corsa su tre obiettivi avendo la concreta possibilità di raggiungerli tutti. Per l’Al-Ahli, che ha giocato tutt’altro che male, dire addio alla King’s Cup, a maggior ragione davanti al proprio pubblico, fa male. Dopo il KO in campionato contro l’Al-Qadsiah che l’ha fatta scalare in terza posizione, ora l’eliminazione in coppa. Uomini di Jaissle che devono rimettersi subito in piedi perché c’è ancora la Champions League Elite, oltre al campionato che a –5 non è ancora perso.
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In apertura Cozzani, decisivo con le sue parate. Foto: Official X Account of Al Kholood FC.


