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Al-Hilal condannato (definitivamente) per il forfait in Supercoppa
A cura di Cesare Tamborini
Lo “Sports Arbitration Center” della Federazione Calcio Saudita ha posto la parola fine al caso Al Hilal-Saudi Super Cup. È infatti delle scorse ore la pronuncia dell’organo federale il quale ha confermato le sanzioni già inflitte al club, reo di aver dato forfait alla Supercoppa dello scorso agosto a Hong Kong.
Parola fine
Nello specifico la pronuncia dell’organo condanna l’Al-Hilal a pagare una multa di 133.000 dollari, alla squalifica dalla prossima edizione della Sueprcoppa ed al mancato introito di quanto dovutole dalla partecipazione alla competizione dalla quale si è chiamata fuori. Inoltre, la società dovrà versare un ammontare pari alla metà delle spese legali (si parla di circa 12.000 dollari).
In apertura abbiamo detto “parola fine” poiché la pronuncia del suddetto arbitrato è definitiva. Un iter, quello che si è concluso con la sentenza di cui sopra, che si era aperto alla vigilia della Supercoppa quando la Commissione Disciplinare condannnò l’Al-Hilal emanando la sentenza divenuta poi inappellabile, come detto poco fa. Commissione Disciplinare che però commise quello che in Arabia Saudita è stato definito come il “peccato originale” e cioè di non decretare perdente a tavolino l’Al-Hilal nella semifinale dalla quale si è tagliata fuori, ovvero quella contro l’Al-Qadsiah. Ricordiamo che la formula della Supercoppa prevedeva le final four con partecipanti, oltre all’Al-Hilal, l’Al-Ittihad, l’Al-Nassr e l’Al-Qadsiah.

L’Al-Ahli festeggia la conquista della Saudi Super Cup. Foto: Saudi Club @ALAHLI_FCEN X account.
Senza riproporre nuovamente nella loro interezza tutti i passaggi dell’ormai andato in giudicato iter legale (qui se volete ripercorrerli) vediamo brevemente quando accadde in quelle settimane infuocate. L’Al-Hilal decise di non partecipare alla Saudi Super Cup motivandolo con la stanchezza dei giocatori i quali, tra giugno e luglio, avevano già disputato il Mondiale per Club. Allora la SAFF si vide costretta ad invitare l’Al-Ahli in luogo dell’Al-Hilal per onorare il contratto stipulato con gli organizzatori di Hong Kong che prevedeva la formula delle final four.
Senza fine…
Il casus belli si ingigantisce quando l’Al-Hilal presenta ricorso avverso la sentenza della Commissione Disciplinare di cui sopra. A pronunciarsi è la Commissione d’Appello che dichiara l’Al-Hilal perdente 3-0 a tavolino la propria semifinale, ovvero vs Al-Qadsiah. Il problema però è che l’Al-Qadsiah nel frattempo aveva già giocato e perso la propria semifinale contro l’Al-Ahli, subentrato appunto all’Al-Hilal. Al-Qadsiah che quindi sostiene di avere tutti i diritti per accedere direttamente alla finale (contro l’Al-Nassr nel frattempo vittoriosa nell’altra semifinale), essendo stata dichiarata vincitrice per 3-0 nella semifinale non giocata contro l’Al-Hilal. In sostanza di bypassare la semifinale.
Ne segue quello definito da noi come un “tutti contro tutti”. L’Al-Hilal presenta un reclamo ed un appello. L’Al-Qadsiah lo stesso perché sostiene che avrebbe dovuto accedere direttamente alla finale in forza del 3-0 a tavolino sentenziato dalla Commissione d’Appello; l’Al-Nassr si lamenta anch’essa poiché dichiara che avrebbe dovuto giocare la finale non contro l’Al-Ahli, bensì contro l’Al-Qadsiah.

Il comunicato dell’Al-Qadsiah nel quale il club illustrava la propria ragione. Immagine: The Official English X Account of #AlQadsiah Saudi Club.
Spettatrice di tutto questo caos è l’Al-Ahli che, dopo aver vinto in semifinale contro l’Al-Qadsaih, conquista il trofeo sconfiggendo l’Al-Nassr. Una situazione talmente ingarbugliata che nelle settimane scorse aveva persino fatto pensare all’extrema ratio: ovvero rigiocare il torneo.
Ora, come detto, si è giunti alla conclusione. Chi sono i vinti? E chi i vincitori? Non spetta a noi dirlo. Fatto sta che ognuna delle parti in causa avrà sicuramente da recriminare, ma, per l’integrità del sistema calcio saudita, era fondamentale arrivare ad una soluzione.
