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Perché la regola sugli stranieri dell’academy si è rivelata effimera?
A cura di Cesare Tamborini
È durata solamente una nottata, o poco più, la rivoluzione riguardante il divieto per i giocatori stranieri Under 21 tesserati con le formazioni giovanili di militare in prima squadra. In sostanza è rimasta in vigore per poche ore una norma che impediva ai calciatori non sauditi iscritti nei campionati giovanili, tra cui l’Elite League U21, di essere poi promossi, in virtù del fatto di essere prodotti dell’academy, in prima squadra occupando uno dei due slot riservati agli stranieri Under-21. La norma prevedeva inoltre che quanto appena detto avrebbe potuto essere fatto, ma solo utilizzando giocatori sauditi o stranieri nati nel Regno.

L’Elite League U21 ha concluso la sua prima stagione con il trionfo dell’Al-Ettifaq. Fonte: www.saff.com.sa
Lo scopo della modifica regolamentare era semplice. Ovvero di impedire che i club utilizzassero stranieri tesserati con le selezioni giovanili per sopperire a carenze nella rosa della prima squadra. Questo perché nella scorsa stagione si sono verificati numerosi casi di giocatori “spostati” dal settore giovanile, in primis l’Under 21 Elite League, e la prima squadra proprio per il motivo appena detto. Tanto è vero che alla nascita dell’Elite League U21 erano già state introdotte delle regole per evitare le cosiddette “porte girevoli”. Ovvero evitare situazioni nelle quali giocatori facessero la spola tra formazione giovanile e prima squadra. Era infatti previsto che un giocatore registrato con l’U-21 potesse trasferirsi “dai grandi” solo se formalmente tesserato da tale formazione.
Non la vogliamo!
Ma perché tutto quanto appena riportato è rimasto in essere, come detto, così poco? Semplicemente poiché le società si sono ribellate a causa del fatto che la novità era stata introdotta senza il loro consenso. Questo è suffragato dal fatto che, a detta dei club, sono state fatte sì delle riunioni sul tema, a cui i club hanno partecipato, ma esse avevano solamente carattere consultivo. C’è di più. Quel che ha fatto infuriare di più le squadre è che una norma di tale portata fosse entrata in vigore di fatto alla vigilia della partenza della stagione. Questo avrebbe causato evidenti problemi per quanto riguarda la pianificazione delle strategie di mercato, ma non solo. Veniva anche contestata la programmazione degli investimenti nei settori giovanili. La Saudi Pro League, di fronte a tali dimostranze tra le quali un paventato ricorso, ha quindi deciso di rinviare il tutto alla stagione 2028/2029.
Per fare chiarezza, vista l’importanza del tema, sottolineiamo che nulla sarebbe cambiato riguardo la normativa sul tesseramento degli stranieri. Ovvero la cosiddetta “regola dell’8+2” che dà la possibilità di registrare fino a 10 stranieri, dei quali 2 necessariamente Under 21. Così come nessuna modifica sarebbe stata introdotta in merito al fatto che solo in campionato, quindi no in King’s Cup e in Supercoppa, si possono schierare in campo massimo 8 stranieri.
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Foto in apertura: Official X account of the Roshn Saudi League.
