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SPL e Saudi Sports Arbitration Center siglano un importante accordo
A cura di Cesare Tamborini
Un importante accordo è stato concluso in questi giorni dalla Saudi Pro League. La massima lega calcistica saudita ha infatti siglato una cooperazione con il SSAC, sigla che sta per Saudi Sports Arbitration Center. L’organismo potremmo definirlo, a grandi linee e con le debite differenze, come il TAS dell’Arabia Saudita. L’intesa è stata sottoscritta dall’amministratore delegato del SSAC, Jaber bin Saad Aljohani, e per conto della SPL dal suo amministratore delegato, Omar Mugharbel.

Omar Mugharbel e Jaber bin Saad Aljohani all’atto della firma. Foto: fonte web.
A cosa serve?
La materia dell’accordo vede l’istituzione di una camera arbitrale all’interno del SSAC. Ad essa le parti (i club) potranno rivolgersi avverso le decisioni del neonato Comitato di Vigilanza finanziaria della SPL. Come abbiamo visto qua su CS, tale comitato ha, tra le sue competenze, quella di dare il consenso o meno all’ingaggio dei calciatori. Ricordiamo che in precedenza esso si chiamava Financial Sustainability Committee ed era istituito presso il Ministero dello Sport. A partire dallo scorso 1° luglio, le sue competenze sono state trasferite in seno alla SPL. La mossa mira a unificare e semplificare le procedure normative, consentendo ai club di soddisfare tutti i requisiti di conformità finanziaria. Cerca inoltre di chiarire i ruoli, accelerare i processi e aumentare gli standard istituzionali all’interno delle società, in particolare per adempiere agli obblighi finanziari e migliorare i sistemi amministrativi attraverso pratiche professionali.
Tornando al patto di cui sopra, potremmo dire, in parole povere, che le società avranno facoltà di presentare un ricorso appunto contro i provvedimenti emessi dal suddetto Comitato di vigilanza finanziaria della Saudi Pro League. Il tutto in conformità con il Regolamento finanziario per i club della SPL emanato dalla Lega. Il patto dimostra ancora una volta come la lega calcistica saudita stia facendo dei passi importanti verso quella “normalizzazione” che mira ad assimilarla alle altre “colleghe”.
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In apertura Omar Mugharbel e Jaber bin Saad Aljohani appena dopo la firma dell’accordo. Fonte foto: web.
