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Editoriale

Come funziona il calciomercato in Saudi Pro League?

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Il calciomercato nella SPL

A cura di Cesare Tamborini

Con la fine del mese di luglio ormai prossima, si può dire che siamo entrati nel pieno del calciomercato. Campagna trasferimenti che, come abbiamo visto qua su CS, sta impegnando le squadre della Saudi Pro League a rafforzarsi. Club che, pur con le dovute differenze, hanno tutte necessità di migliorarsi ognuna per i propri obiettivi.

E come scelgono i giocatori le squadre saudite? In Arabia Saudita, e lo abbiamo visto quando abbiamo parlato di PACE, vi è un sistema, definito “centralizzato”, diverso quindi da quello che è in essere in Europa, o comunque nella stragrande maggioranza delle leghe a livello mondiale.

Il calciomercato nella SPL

Theo Hernández, qui il giorno della firma del contratto con l’Al-Hilal. Foto: Screenshot @theo3hernandez-2025-07-30-at-17-51-31-Instagram.

Partiamo con il dire che le società calcistiche hanno sì facoltà di, come si suole dire, “fare le loro mosse”, ma con dei limiti. Limitazioni che sono date da due organi di controllo: Saudi Pro League’s Recruitment Committee e Financial Sustainability Committee, che dallo scorso 1° luglio si chiamaComitato di Vigilanza Finanziariaed è in seno alla SPL. Due organismi che, come vedremo, dicono la loro nei rispettivi ambiti di competenza.

Lui serve?

Il primo dei due ad intervenire è il “Recruitment Committee” (lo abbreviamo così), il quale esegue quello che è un controllo di merito dal punto di vista tecnico-calcistico. In sostanza quando un club si appresta ad intavolare una trattativa, il suddetto comitato verifica che alla società serva effettivamente un giocatore in quel determinato ruolo.

Quello sopra descritto è il check che viene effettuato di norma. Quando riguarda invece un giocatore di nome che si offre alla lega saudita, il controllo parte, per così dire, da più lontano. In sostanza si verifica innanzitutto se c’è un club realmente interessato ad egli; poi se l’eventuale accordo è possibile dal punto di vista contrattuale. Altro step sarà poi quello di capire se il calciatore in esame si potrà realmente adattare alla SPL.

Ci sono i soldi per lui?

Successivamente al Saudi Pro League’s Recruitment Committee vi è l’ingresso nell’iter del Comitato di Vigilanza Finanziaria. Quest’ultimo verificherà l’impatto dell’eventuale tesseramento sui conti della squadra. Un accertamento che, come è facile intuire, ha una notevole importanza. È lapalissiano che, anche in quelle che sono ricchissime società saudite, sia necessario che l’acquisto, a maggior ragione di un giocatore che implichi un impegno finanziario notevole, venga monitorato. Ma c’è di più poiché, come abbiamo visto, stanno entrando in vigore dei paletti alle spese dei club. Ovvero quello che comunemente è già stato definito come il fair play finanziario saudita.

Alexandre Lacazette, neoacquisto di NEOM. Foto: Official X account of NEOM Sports Club.

Si capisce quindi come il controllo da un punto di vista economico stia facendo i cosiddetti passi da gigante. I tempi di quelli che in Arabia Saudita vengono tuttora definiti “delle spese pazze” sono finiti. Ora la Saudi Pro League che verrà, ma che per certi versi c’è già, si sta allineando, anche da questo punto di vista, alle altre leghe. Il tutto verso quella che noi definiamo come normalizzazione della SPL, il che non vuole assolutamente dire rinnegare quelli che sono i suoi obiettivi di leadership a livello globale.

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In apertura Mateo Retegui, appena arrivato all’Al-Qadsiah dall’Atalanta. Foto: The Official English X Account of #AlQadsiah Saudi Club.

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