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Editoriale

Calciomercato: cosa possono (e cosa no) fare le squadre saudite

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A cura di Cesare Tamborini

Nel nostro articolo nel quale abbiamo analizzato l’iter che porta all’acquisto di un giocatore, avevamo visto che il neonato Comitato di Vigilanza Finanziaria ha un’importanza strategica. D’altronde stiamo parlando di un organismo che dà o meno il consenso affinché un club possa o meno firmare un calciatore.

Venendo al concreo analizziamo ora come detto Comitato impatti sulle singole società della SPL. Le 18 squadre le potremmo suddividere in tre gruppi più un’eccezione. Questo poiché, pur con le debite differenze, alcune sono accomunate da quanto possono o non possono fare sul mercato.

Calciomercato saudita

Theo Hernández, nel momento della firma del contratto con l’Al-Hilal. Foto: Screenshot @theo3hernandez-2025-07-30-at-17-51-31-Instagram.

Iniziamo questo focus da quei club che hanno, se non carta bianca, ma quasi. Ci riferiamo alle quattro sorelle di proprietà di PIF. Al-Ittihad, Al-Hilal, Al-Nassr e Al-Ahli hanno mano più libera rispetto alle concorrenti. È chiaro che tale libertà sia dettata dall’essere direttamente, e lo sottolineiamo, di proprietà del ricchissimo fondo di investimenti saudita. Tradotto nel linguaggio del calciomercato significa che tale poker di squadre abbia grande autonomia di movimento. Un esempio? Il recentissimo arrivo di João Félix all’Al-Nassr.

L’altro gruppo, che annovera la quasi totalità delle rimanenti società, rappresenta le squadre di proprietà del Ministero dello Sport. Come sappiamo, i club calcistici sauditi appartengono, all’origine, al suddetto ministero e risultano quindi pubblici. Questo significa non aver quelle opportunità di movimento, in termini di mercato, delle quattro sorelle (di fatto private). È così che tali club, tra i quali ce n’è anche uno come l’Al-Ettifaq che è un “top club”, debbano perseguire una politica più, per così dire, europea. Il che vuol dire, se possibile, vendere prima di comprare. Tradotto: non avere debiti. Ma c’è di più; il destino di queste società sarà di essere privatizzate, il che necessita bilanci sani per essere appetibili ad acquirenti anche stranieri.

Ed a proposito di privatizzazioni, veniamo ad una società che, al momento, rappresenta una sorta di unicum nella SPL. L’Al-Kholood è infatti il primo club saudita ad essere stato privatizzato come inteso da noi europei. Sappiamo che nel Regno, anche le quattro sorelle siano considerate praticamente private poiché non più del Ministero dello Sport. Tornando all’Al-Kholood, possiamo dire che il suo proprietario Ben Harburg potrà agire come meglio riterrà opportuno; a maggior ragione visto che detiene il 100% del club. Ovviamente anche per lui, come per tutti, ci saranno da rispettare quei paletti che tra gli addetti ai lavori vengono già definiti come il “fairplay finanziario della Saudi Pro League”.

Ben Harburg, proprietario del 100% delle quote dell’Al-Kholood. Foto: Ben Harburg @BenHarburg X account.

Gli attenti lettori di CS avranno notato che dai gruppi nei quali abbiamo “suddiviso” le società mancano Al-Qadsiah e NEOM. Ebbene non ce ne siamo dimenticati. Semplicemente le trattiamo a parte poiché rappresentato due club, dal punto di vista di operatività sul mercato, molto simili. Il primo è posseduto da Aramco, mentre il secondo di fatto da PIF. Pur avendo margine di manovra simile a quello delle quattro sorelle, i due club in esame stanno svolgendo un mercato differente da esse. Esso si concretizza in una costante ricerca di affari in Francia, per quanto riguarda NEOM; l’Al-Qadsiah sta invece scandagliando maggiormente il mercato spagnolo. Giovani ed affari a buon mercato sono quindi le parole d’ordine per NEOM e Al-Qadsiah.

Tutto bene si direbbe, ma cosa c’entrano allora i circa 70 milioni di euro versati all’Atalanta per Mateo Retegui? Essi sono la classica eccezione di un fenomeno chiamato calciomercato che cattura l’interesse dei tifosi anche, e soprattutto, per trattative in apparenza impossibili.

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In apertura João Félix e il DS Simão Coutinho nel momento della firma del contratto che legherà il portoghese all’Al-Nassr fino al 2027. Foto: Official English Account of AlNassr Saudi Club.

 

 

 

 

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