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E se CR7 diventasse comproprietario dell’Al-Nassr?

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Futuro proprietario dell'Al-Nassr

A cura di Cesare Tamborini

Nel mentre sembra che il successore di Jorge Jesus sia molto vicino ad essere annunciato, l’Al-Nassr è al centro di rumors anche per quanto riguarda il futuro societario.

Per la verità le voci secondo le quali prossimamente cambierà qualcosa in seno alla proprietà del club non sono il cosiddetto fulmine a ciel sereno. Infatti, già tempo addietro, vi avevamo riportato che il domani della società sarà probabilmente slegato da PIF. Nel dettaglio vi avevamo riferito di come Cristiano Ronaldo, attraverso una società, potesse entrare nel pacchetto azionario con una quota del 25%.

I giocatori festeggiano la Saudi Pro League conquistata. Foto: AlNassr FC @AlNassrFC_EN X account.

L’unione fa la forza

Ora però ci sarebbero delle novità, e non di poco rilievo. Il portoghese sarebbe diventato azionista e rappresentate di un fondo appositamente creato per acquisire il 75% della società, cioè la quota ora in mano a PIF. Ricordiamo che il restante 25% è di Al-Nassr Non-Profit Foundation, e così dovrebbe rimanere. Ronaldo che, attraverso tale fondo, diventerebbe quindi proprietario, meglio dire comproprietario, del club. Lui che con il rinnovo del contratto sottoscritto lo scorso anno, è già in possesso di azioni del club.

L’altra grossa novità è che il fondo di cui sopra avrebbe già manifestato a PIF il proprio interesse nell’acquisizione del club. Palesare interesse che, è bene sottolineare, rappresenta il primissimo step per instaurare una vera e propria trattativa che potrebbe, perché no, bypassare l’iter della privatizzazione.

Ad avvalorare il tutto ci sono già delle indiscrezioni sulla governance del fondo. Si tratterebbe di un classico fondo di investimento, aperto a chiunque sia interessato, del quale fanno parte investitori sauditi, ma anche internazionali. Nel dettaglio si tratterebbe di esperti nel settore sportivo, marketing e gestione di club.

Chi decide?

Da quel che filtra da Riyadh, all’interno di esso dovrebbero esserci anche soggetti che nel recente passato erano interessati singolarmente all’acquisto del club. Questo è un punto importante. Poter raggruppare in un’unica entità (il fondo) più soggetti già vogliosi di diventare proprietari singolarmente del club, riduce i tempi dell’eventuale iter di acquisizione. È pacifico che avere una molteplicità di offerte abbia come effetto quello di allungare i tempi poiché PIF deve valutarle tutte. Se invece viene presentata un’unica offerta, i tempi si riducono.

Fondo che, pur avendo al suo interno diversi investitori, nelle intenzioni della governance agirebbe, semplificando al massimo, quasi come se fosse un singolo proprietario. Un sistema che si dovrebbe quindi avvicinare, pur con le debite differenze, all’Al-Hilal di Al-Waleed e non più all’attuale modello dove è PIF il proprietario.

Ad avvalorare questa visione ci sarebbe anche il fatto che già oggi il fondo viene chiamato “Il fondo di Cristiano Ronaldo”. Un fatto che, se giuridicamente non esatto poiché CR7 avrà solamente una quota di esso, fa però intuire che il portoghese avrà grande importanza. Quel che è certo è che CR7 e i suoi collaboratori che lo affiancheranno porteranno avanti quanto detto sopra, ovvero una sorta di visione unificata.

In estrema sintesi si tratterebbe quindi non della classica cordata nella quale ci sono più teste pensanti. Ci saranno sì più teste (finanziatori), ma ognuna di loro delegherà la gestione del nuovo Al-Nassr ad un’unica testa. E in tutto questo c’è già una certezza: sarà il team di CR7, come viene chiamato a Riyadh, deputato a ricevere tali deleghe.

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Foto in apertura: AlNassr FC @AlNassrFC_EN X account.

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