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In arrivo un poker di privatizzazioni

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A cura di Cesare Tamborini

Dopo tante voci circolate nei mesi scorsi, ora è ufficiale che cinque club sono pronti per essere privatizzati. Il Ministero dello Sport, proprietario delle cinque società, ha annunciato, di concerto con il Centro Nazionale per la Privatizzazione, che le squadre destinate a cambiare proprietà sono: Al-Riyadh, Al-Fateh, Abha, Al-Tai e Al-Shoulla.

Poker

Quello che c’è da notare dai nomi dei club è che tre di essi sono di Saudi Pro League. Nello specifico, oltre all’Al-Riyadh e all’Al-Fateh, c’è anche l’Abha che ha vinto il campionato di Saudi League 1st Division. Neopromossa in massima serie della quale, già recentemente, si vociferava di una sua prossima privatizzazione.

I cinque club destinati ad essere privatizzati. Fonte: The Official X account of Ministry of Sport.

Le altre due società militano invece nelle serie inferiori. Rispettivamente in Saudi League 1st Division l’Al-Tai e in Second Division League l’Al-Shoulla. Serie inferiori che, come già detto qua su CS, rappresentano uno dei target principali per quanto riguarda le privatizzazioni. A tal proposito ricordiamo che in Saudi League 1st Division c’è l’Al-Zulfi e in Saudi League 3rd Division l’Al-Ansar che sono state entrambe già privatizzate la scorsa estate quando passò in mani private anche l’Al-Kholood acquistato da Ben Harburg. Serie inferiori che rappresentano un “luogo” dove introdurre misure, anche a livello regolamentare, atte a modificare fin dal basso il calcio saudita.

Step by step

All’inizio abbiamo detto “dopo tante voci” poiché effettivamente se ne parlava da tanto tempo di come si stesse approntando una fase importante di privatizzazioni. Ma i tempi non erano ancora maturi. A spiegarne il perché è lo stesso ministero il quale, nel comunicato emesso, spiega come ora le cinque società abbiano completato tutti gli step necessari affinché, sintetizziamo, siano pronte per essere messe sul mercato. Una situazione, questa, non dissimile, per certi aspetti, da quanto annunciato nei mesi scorsi da PIF per la vendita dei club da esso detenuti.

Ministero che, nel fissare al 5 luglio la data limite per manifestare l’interesse e le richieste di prequalificazione, ha poi dettato quali sono gli ulteriori step dell’iter. Si inizia dalla presentazione delle offerte ufficiali, per poi passare alla fondamentale valutazione delle proposte sia dal punto di vista tecnico che finanziario. Dopodiché si entra nella fase di negoziazione e di selezione delle migliori offerte.

L’iter della privatizzazione. Fonte: The Official X account of Ministry of Sport.

La conclusione si avrà con il signing dell’effettivo passaggio di proprietà. Iter che, sempre a detta del soggetto venditore, ovvero del Ministero avrà una durata variabile dagli 8 ai 10 mesi. Ma chi potranno essere i compratori? Un identikit ce lo offre lo stesso Ministero che, come abbiamo già visto in passato, auspica un interesse sia da parte di investitori locali che stranieri. Aspettativa che si è già tradotta in realtà poiché sul suo tavolo sono arrivate, nel recente passato, oltre 80 espressioni di interesse riguardo l’acquisizione di 22 club.

Tra poco

Se per quanto riguarda le cinque società di cui sopra siamo all’inizio del percorso di privatizzazione appena descritto, discorso diverso va invece fatto per Al-Najmah e Al-Okhdood. I due club, entrambi retrocessi dalla SPL, sono entrati nella fase di negoziazione e la firma sul passaggio di proprietà è attesa a breve. Voci di corridoio parlano di appena un mese per sapere i nomi dei nuovi proprietari.

Privatizzazioni che, con questa nuova ondata, stanno andando nella direzione tracciata già tempo fa. Non è infatti di oggi la volontà del Ministero dello Sport di alienare le società. È bene sottolineare come la stragrande maggioranza dei club calcistici siano posseduti dal Ministero dello Sport, il quale ha avviato, quella che possiamo definire “la stagione delle privatizzazioni”, da un paio d’anni. Vendite che non vengono decise per il mero fare cassa, piuttosto, come abbiamo sottolineato più volte, per dare ai club quello slancio che una proprietà privata può dare.

Non svendere

In sostanza si vuole che i club “camminino con le loro gambe” che diventino cioè finanziariamente indipendenti. L’intervento dello stato è stato fondamentale a dir poco nella fase iniziale, quella del lancio del football saudita; ora si è entrati in un’altra fase. Ma questo può avvenire solo quando le società sono pronte, ovvero sono in possesso di quei requisiti indispensabili per essere messi sul mercato.

A proposito di tali requisiti, ma più in generale sul tema privatizzazioni, sorge spontanea la domanda. Perché l’Al-Shabab è ancora del Ministero? Il club più antico di Riyadh è molto appetibile sul mercato finanziario. Non è un mistero di come siano state presentate molte offerte per rilevarne la maggioranza del pacchetto azionario. A darne spiegazione è proprio l’attuale proprietario, il quale spiega come le offerte fin qui ricevute erano incentrate più sul valore dei terreni del club, piuttosto che sul progetto sportivo. Un fatto, questo, che dimostra quanto detto. Ovvero come il Ministero non abbia necessità di privatizzare per il sopra citato “fare cassa”, quanto per dare un futuro sportivo più competitivo ai club.

Anche loro?

Futuro che, e torniamo all’ambito prettamente finanziario, vedrà, prima o poi, un cambio di proprietà anche per Al-NassrAl-Ahli e Al-Ittihad. Qui non si tratterà tecnicamente di privatizzazione in quanto le tre sorelle non sono già ora del Ministero, ma di PIF. Come abbiamo visto, le indiscrezioni, anche recentissime, su di un domani non di marca PIF ci sono, e non da oggi. Ma ora c’è un indizio ad avvalorare il tutto. Sembrerebbe che le elezioni per il rinnovo dei consigli degli enti no-profit che detengono circa il 25% (il restante 75% è di PIF) di ciascuno dei tre club siano state rinviate. Se vero appresterebbe sicuramente una di quelle operazioni preliminari ad un importante cambio di assetto societario. E quale cambio potrebbe esserci se non la vendita?

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In apertura il Principe Abdulaziz Bin Turki Bin Faisal Ministro dello Sport durante l’annuncio del programma di privatizzazioni. Foto: The Official X account of Ministry of Sport.

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