Editoriale
Come il Ministero dello Sport sta vendendo Al-Shabab e Al-Ettifaq
A cura di Cesare Tamborini
Da mesi ormai circolano voci secondo le quali Al-Shabab e Al-Ettifaq siano prossime ad essere privatizzate. Qua su CS ne avevamo parlato raccogliendo vari rumors che, nelle settimane scorse sono divenuti sempre più insistenti.
Indiscrezioni, o rumors che dir si voglia, i quali, e veniamo alle ultimissime novità in arrivo da Riyadh, si sono arricchiti di un particolare da non sottovalutare affatto. Ci riferiamo al fatto che il Ministero dello Sport Saudita, ricordiamo attuale proprietario dei due club, è in fase avanzata per venderli privatamente.

Il simbolo del Ministero dello Sport Saudita il cui Ministro è Abdulaziz bin Turki Al Faisal. Immagine: Ministry of Sport @ mosgovsa_en. The Official X account of Ministry of Sport.
Privatizzazione o vendita privata?
La grossa novità è proprio l’avverbio “privatamente” perché fa intendere come il Ministero stia svolgendo una trattativa che, per semplificare al massimo il concetto, potremmo definire come quella di un privato che aliena una società ad un altro privato. In sostanza non sarebbe quindi in corso l’iter di privatizzazione, come lo conosciamo e così come è stato alla base del passaggio dell’Al-Kholood al gruppo Harburg.
Un fatto, questo di bypassare il canonico processo di privatizzazione, che appare realmente più unico che raro. Infatti, le tre società fin qui passate di mano dal Ministero (Al-Zulfi e Al-Ansar, oltre al già citato Al-Kholood) sono state soggette a quell’iter che qua su CS abbiamo più volte descritto come lungo e complesso.

I giocatori dell’Al-Shabab presto avranno una nuova proprietà? Foto: Official X Account of Al Shabab Saudi Club (Worldwide).
Perché?
Perché allora le vendite di Al-Shabab e Al-Ettifaq non stanno “rispettando” questo iter? Visto che al momento di quanto sta accadendo negli uffici del Ministero non si sa nulla di ufficiale, una risposta univoca non c’è. Si possono fare delle ipotesi, questo sì. La più accreditata, se così volgiamo dire, è che il Ministero abbia una certa premura nel vendere le due società. Ma perché? Partiamo dal presupposto che Al-Shabab e Al-Ettifaq sono entrambi due club appetibili; due società storiche del panorama calcistico saudita le quali, pur non vincendo come in passato, sono comunque tra quelle con più fanbase dell’Arabia Saudita.
Due squadre che da quando è esplosa quella che noi di CS definiamo la “Saudi Pro League 2.0” hanno investito tanto per tornare ai vertici. Sono arrivati allenatori quali Terim e Alguacil da una parte e Gerrard (poi esonerato) dall’altra; anche i giocatori che annoverano nelle rose sono di tutto rispetto: Carrasco, Brownhill e Adli in maglia bianconera; Wijnaldum, Dembelé e Medrán con quella verde dell’Al-Ettifaq. Nomi importanti per due società di primo piano che, e non è un caso, sono considerate come privatizzabili da tempo.

Álvaro Medrán qui festeggia un goal. L’ex Real Madrid è arrivato all’Al-Ettifaq nella stagione 2024/2025. Foto: Ettifaq Club @Ettifaq_EN X account.
Che caos
Ora però, e soffermiamoci all’Al-Shabab, c’è in seno alla società una situazione molto delicata che sicuramente produrrà degli effetti anche sulla vendita del club stesso. La più antica società calcistica di Riyadh è stata multata dal Comitato di Vigilanza Finanziaria della SPL per aver tesserato giocatori, nell’ultima sessione di mercato, senza la necessaria approvazione del comitato stesso. Come avevamo visto a suo tempo, tale organo dà il suo consenso o meno ad ogni operazione che va ad impattare finanziariamente sulle casse del club. La conseguenza è che il Ministero dello Sport, ricordiamo attuale proprietario del club, è intervenuto sciogliendo il consiglio di amministrazione e nominando Abdulaziz Al-Malik come presidente ad interim del CdA stesso.

Imanol Alguacil è al primo anno come coach dell’Al-Shabab. Foto: Official X Account of Al Shabab Saudi Club (Worldwide).
Un quadro realmente complicato che probabilmente, ma qui siamo solo nel campo delle ipotesi, ha contribuito ad accelerare il volere del Ministero di vendere il club. Ovviamente i nuovi proprietari dell’Al-Shabab si troveranno ad affrontare (come?) tale non facile contesto che inevitabilmente pesa e peserà sulle casse del club. Ed a proposito di futuri compratori, in Arabia Saudita si fanno già i nomi. Per quanto riguarda l’Al-Shabab si vocifera di Qiddiya Investment Company, la società che sta costruendo l’avveniristico circuito a Qiddiya. Mentre per l’Al-Ettifaq di SABIC, società operante nel settore chimico il cui 70% delle azioni è di proprietà di Aramco.
Due proprietà di peso che, nel caso le cessioni andassero a buon fine, avrebbero quindi tutti gli strumenti, non solo finanziari, per gestire al meglio due club che, forti della loro storia, non vogliono più stare all’ombra delle quattro sorelle marchiate PIF.
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In apertura i loghi di Al-Shabab e Al-Ettifaq. Immagini: Official X Account of Al Shabab Saudi Club (Worldwide) e Ettifaq Club @Ettifaq_EN X account.
