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Editoriale

Il futuro senza PIF delle quattro sorelle

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A cura di Cesare Tamborini

Presto le quattro sorelle del calcio saudita potrebbero cambiare di proprietà. O forse solo tre delle quattro. Da ambienti finanziari del Regno rimbalzano indiscrezioni secondo le quali Al-Ittihad, Al-Hilal, Al-Nassr e Al-Ahli potrebbero venire cedute dall’attuale proprietario. Azionista di maggioranza che, in tutti e quattro i casi, è il fondo sovrano saudita PIF. Il fatto che PIF voglia cedere le società non deve procurare né eccessivo stupore né tanto meno una sorta di allarmismo per una dismissione da parte dello Stato.

Perché? Come?

Come abbiamo visto tempo fa qua su CS, il destino delle società calcistiche tutte è quello di “camminare con le proprie gambe” grazie alla sostenibilità finanziaria. Ovvero fare in modo che, una volta raggiunta una stabilità finanziaria accettabile, vengano passate di mano a finanziatori sauditi o stranieri. Nel caso delle quattro società sopra citate non si tratterebbe di una privatizzazione, come intesa in Arabia Saudita. Questo perché i club, di fatto, già ora non sono più in mano pubblica, cioè del Ministero dello Sport saudita. È vero che anche PIF è, specialmente per noi europei, un soggetto pubblico; ma non tale da ritenere che le società delle quali è proprietario siano anch’esse pubbliche. Questo è talmente vero che in Arabia, quando si parla di privatizzazioni dei club si intende la vendita da parte del Ministero dello Sport.

Quindi, dato per scontato che le quattro sorelle sono già in mano a privati (PIF per l’appunto) il loro destino sarà quello di subire un “normale” passaggio di proprietà. Ad oggi, vista l’estrema delicatezza del tema, non è dato sapere quali siano i soggetti eventualmente interessati. Troppo presto è ed eccessivamente complessa risulta essere la situazione per sapere ciò.

Una la tengo

Però qualcosa si sa già. Per prima cosa che PIF molto probabilmente ne venderà solo tre. Voci convergono nel sostenere che usciranno dallo sterminato portafoglio del fondo Al-Ittihad, Al-Hilal e Al-Nassr. Esclusa sarebbe l’Al-Ahli che rimarrebbe quindi sotto l’ombrello di PIF. Con quale assetto societario? Quasi sicuramente con quello attuale che vede PIF al 75% e l’Al-Ahli Non-Profit Foundation con il rimanente 25%. Del perché l’Al-Ahli sarebbe la prescelta a rimanere di proprietà del fondo non ci è dato saperlo. Saranno questioni sportive? O mere ragioni finanziarie?

E cosa ne sarà delle altre tre? Prima di vedere le varie ipotesi, sgombriamo il terreno da quelle che potrebbero essere facili illazioni. PIF non le venderà per fare cassa; non ha bisogno degli introiti provenienti dalla cessione di Al-Ittihad, Al-Hilal e Al-Nassr. Come detto, il loro passaggio di proprietà sarà una naturale evoluzione di quanto iniziato anni fa quando le società calcistiche passarono dal Ministero dello Sport (mano pubblica quindi) al fondo PIF. Restare nell’orbita di PIF ha voluto dire godere di finanziamenti di primissimo ordine, non solo a livello saudita ma anche sulla scena mondiale. Gli arrivi dei vari CR7, Benzema, Neymar, Roberto Firmino ecc… sono avvenuti grazie ai quattrini di PIF. Su questo non vi sono dubbi, visto che è nero su bianco chi era in quei momenti, e lo è ancora, il maggior azionista delle società che acquistarono tali fuoriclasse.

L’Al-Ahli, fresco vincitore della Champions League Elite, potrebbe rimanere di proprietà di PIF. Foto: The Official English X Account | Arabic Account: @AlAhli_FC.

La questione è di più ampia veduta, senza comunque evadere dalla sacrosanta domanda appena postaci. “Più ampia” perché il football in Arabia Saudita, e lo sappiamo, è parte di un mega progetto di evoluzione dell’economia locale del quale lo sport, ed in particolare il calcio, è una parte. Ma, tornando al quesito circa il futuro delle società si può benissimo sostenere che PIF troverà la miglior soluzione possibile. La volontà è quella dell’ingresso di finanziatori, anche stranieri, per continuare quanto fatto dal fondo. Ma come possono arrivare tali investitori?

Chi arriverà?

Il calcio saudita, visto in senso lato, sta portando avanti tutta una serie di iniziative, sportive e di marketing, volte a rendere i club (non solo quelli di PIF) più appetibili sui mercati. Ed i risultati stanno iniziando a farsi vedere. Circolano infatti da mesi rumors, ma anche di più, come riportati qua su CS, secondo i quali ci sarebbe già un interesse nei riguardi dell’Al-Nassr. Ma ora si vocifera di un gruppo statunitense che è già attivo nel calcio.

Questa notizia non deve comunque meravigliare all’eccesso poiché già tempo fa qua su CS vi avevamo riportato di come l’Al-Nassr fosse al vaglio di investitori. Da qui a dire che avverrà con certezza il passaggio delle quote societarie ce ne passa però. Fatto sta che il club di CR7 potrebbe essere quello con più chance di uscire per primo dal portafoglio di PIF. Non da meno dovrebbero essere gli altri due. L’Al-Ittihad è campione in carica della SPL, oltre che della King’s Cup, e l’avere una rosa di primissimo piano non fa altro che accrescerne l’appeal internazionale. Discorso analogo, se non maggiore, per quanto riguarda l’Al-Hilal. Il neo-club di Simone Inzaghi sta giocando addirittura il Campionato del Mondo per Club e si appresta ad una campagna acquisti di primissimo livello.

Insomma, le quattro sorelle arriverà il giorno che non saranno più tutte dello stesso proprietario. Ma questo era già previsto e renderà la SPL ancor più simile alle maggiori leghe mondiali. Proprio lei, la SPL, che mira senza se e senza ma ad arrivare ad essere la numero uno, con o senza PIF.

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In apertura: l’Al-Nassr verrà ceduto a breve? Foto: Official English X Account of AlNassr Saudi Club.

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